Il 9 aprile mattina, da Kataco, in Repubblica della Guinea, ci è giunta la triste notizia della morte di un nostro confratello, fratel Joseph Douet, missionario della provincia francese della Congregazione dei Fratelli di S. Gabriele.
Le prime notizie che ci sono pervenute, dicono che fratel Joseph è stato barbaramente ucciso, durante un tentativo di rapina, mentre si trovava a pregare nella cappella della comunità. In quel momento era solo in casa, poiché gli altri confratelli erano tutti fuori, impegnati per i preparativi per l’inaugurazione di una nuova scuola, prevista per il 12 aprile, scuola realizzata grazie al lavoro soprattutto di fratel Joseph.
Fratel Joseph aveva 62 anni, e da 37 anni era missionario in Africa, prima in Senegal, dove per diversi anni è stato insegnante, direttore scolastico e poi responsabile della formazione. Durante quegli anni venne colpito da una grave malattia, che lo obbligò a ritornare in Francia per curarsi. Ritornata la salute subito ritornò in Africa, dove si dedicò ancora più intensamente alla sua missione. Nel 1989, per le sue qualità umane e religiose, venne nominato provinciale della giovane Provincia del Senegal, che seppe animare con grande dinamismo.
Terminato il secondo mandato come provinciale, accettò di andare nella Repubblica della Guinea, a Ourous e poi a Kataco, dove la provincia del Senegal ha fondato due nuove missioni, con un centro di alfabetizzazione che interessa 740 bambini e una scuola agraria che coinvolge gli abitanti di 24 villaggi. Nonostante le difficili condizioni in cui si trovavano, è riuscito a realizzare un lavoro notevole, come le ultime due opere, la costruzione di una scuola e di un internato.
La notizia dell’uccisione di fr. Joseph, ha colpito molto anche la nostra comunità di Vasto; infatti alcuni fratelli conoscevano bene fr. Joseph, visto che avevano vissuto assieme a lui i Francia gli anni del noviziato.
Ci uniamo alla parole del Santo Padre prima del Regina Coeli, che ricordando fr. Joseph e fr. Brian, un altro missionario ucciso in questi giorni in Kenya, ha detto: “A loro va la nostra grata ammirazione insieme con la preghiera di suffragio. Preghiamo pure - ha aggiunto - perché sia sempre più nutrita la schiera di quanti decidono di vivere radicalmente il Vangelo mediante i voti di castità, povertà e obbedienza: sono uomini e donne che hanno un ruolo primario nell'evangelizzazione. Di essi, alcuni si dedicano alla contemplazione e alla preghiera, altri ad una multiforme azione educativa e caritativa, tutti però sono accomunati da un medesimo scopo: quello di testimoniare il primato di Dio su tutto e diffondere il suo Regno in ogni ambito della società”.
Fr. Dionigi Taffarello
Direttore Istituto S. Gabriele Vasto