aderisci-projects

Lingue

Italian Chinese (Simplified) English French German Portuguese Russian Spanish

Caratteri

I fioretti - Educatore e maestro PDF Stampa E-mail
Indice
I fioretti
Un pellegrino misterioso
Nella sua terra natale
La Parigi del Re Sole
Missionario per il popolo
Il coraggio di un apostolo
Contemplativo e profeta
Il padre dei poveri
L'amico della croce
Tutto di Gesù mediante Maria
Educatore e maestro
Bagliori di santità
Chi continuerà la sua opera?
Per finire
Tutte le pagine

Educatore e maestro

Apostolo della scuola
Il Montfort è universalmente conosciuto più come missionario che come educatore. Ma da uomo realista e avveduto qual era, giudicò che il risultato stesso delle sue missioni, non sarebbe stato duraturo se il fanciullo non fosse educato cristianamente. Perciò una delle sue più grandi preoccupazioni fu quella di provvedere all' educazione cristiana della gioventù, fondando là dove sarebbe stato possibile, delle scuole gratuite e dotandole di maestri cristiani e di religiosi. Egli fu quasi contemporaneo del grande educatore s. Giovanni Battista de La Salle e di altri fondatori di congregazioni insegnanti, istituite alla fine del regno di Luigi XIV. Condivise le loro sollecitudini in maniera tanto più sentita, quanto più egli stesso poté constatare, nei suoi viaggi apostolici, l' ignoranza e l' abbandono in cui crescevano in ragazzi del popolo.

Vocazione di Fratel Maturino
Un giovane diciottenne, mosso dalle prediche di un padre cappuccino, era venuto a Poitiers col proposito di farsi frate. La prima chiesa che incontrò, arrivando in città, fu quella dei Penitenti. Entrò e vi recitò il rosario con molta devozione. Il Montfort gli si avvicinò e gli chiese: "Chi sei?" "Sono Maturino Rangeard e sono venuto a Poitiers per entrare nell' ordine dei cappuccini". Come illuminato da celeste divinazione, il Montfort gli disse: "Figliolo, la Provvidenza ti ha condotto a me! Seguimi nelle mie missioni!" Il giovane subito si alzò e lo seguì. Fu il suo compagno inseparabile e il continuatore del suo apostolato presso i fanciulli, per 50 anni. Morì nel 1759 a Saint-Laurent-sur-Sèvre.

Scuole per ragazzi
Il Montfort non poteva sottovalutare l' importanza della scuola cristiana, semenzaio della Chiesa, salvaguardia della fede e della morale cattolica. Nelle parrocchie nelle quali egli combatteva le sue battaglie, propose di stabilire delle scuole per perpetuare i frutti delle missioni. "La principale occupazione del Montfort - riferisce il suo contemporaneo Grandet - era di istituire, nel corso delle sue missioni, delle scuole cristiane per i fanciulli e per le fanciulle". Diede un posto sempre più vasto a questo apostolato della scuola, perché l' esperienza gli aveva dimostrato che gli effetti della missione "durano molto di più a lungo nei luoghi dove era passato lui che nei luoghi dove avevano lavorato altri missionari, perché egli si serviva di pratiche molto sagge per perpetuarvi il frutto delle sue missioni con le piccole scuole".

Progetto e realtà
A La Rochelle, il Montfort aveva nel vescovo mons. De Champflour un amico e un protettore dichiarato. Poté spiegare in quella città il suo ardore di apostolo e le sue qualità di organizzatore. La Rochelle era una città importante, ancora centro dell' eresia calvinista. Vi erano folle di ragazzi sbandati, perciò occorrevano scuole permanenti e bene organizzate. Il Montfort si mise all' opera: preparò subito un progetto che il vescovo agli inizi del 1714, accettò interamente. Il Prelato, dopo averlo ascoltato col più vivo interesse e prevedendo il gran bene che ne deriverebbe, l' impegnò a metterlo subito in atto. Promise di provvedere lui stesso alle spese necessarie.

Lavori in corso
Il Montfort pensò all' acquisto dei fabbricati, diresse i lavori di adattamento e di trasformazione e in breve tempo diede inizio alle scuole affidando i ragazzi ai fratelli Domenico, Filippo e Luigi e le bambine alle due Figlie della Sapienza: Maria Luisa e Caterina. Oltre ai maestri e alle maestre vi mise anche un sacerdote in qualità di cappellano stabile. Subito vi affluirono una moltitudine di ragazzi e ragazze e tutti vi furono accolti gratuitamente. Questo fu un punto sul quale il missionario insistette molto. Così, diceva, non ci saranno scuse alla negligenza dei genitori, in materia di educazione. Il missionario provvide poi all' organizzazione e al funzionamento con la competenza di un professionista, "come se avesse passata tutta la sua vita nella scuola".

Guida attenta e premurosa
Il Montfort stabilì la sistemazione degli alunni nelle aule, con i banchi ad anfiteatro, affinché il maestro potesse vedere, d' un solo colpo d' occhio, tutta la scolaresca. Il Montfort, aggiungono i sui biografi, durante la sua permanenza a La Rochelle e nell' intervallo delle sue missioni, si recava tutti i giorni alla scuola per addestrare i maestri al suo metodo di insegnamento. La benedizione del Signore scese abbondante. Tutta la città restò ammirata della rapida trasformazione avvenuta nella popolazione ad opera di tali scuole. Il Montfort ne espresse tutto il suo compiacimento ai maestri e alle maestre in questi termini: "Dio sia benedetto per la vostra fedeltà!".

L' amico dei ragazzi
Il Montfort ha amato i ragazzi. Più che una carezza o una parola buona rivolta all' uno o all' altro, li ha istruiti ed educati. Prima da seminarista, poi da sacerdote, si compiaceva di vedersi circondato da folle di ragazzi, che raggruppava intorno a sé per insegnar loro il catechismo e benedirli. Per conservarli nella pratica della vita cristiana, organizzava per loro piccole "società", associazioni e raggruppamenti giovanili, che avevano lo scopo di stimolarli a diventare migliori e di riportare sulla buona strada i compagni meno buoni. Per essi ha fondato delle scuole, ha tracciato dei regolamenti, ha sperimentato dei metodi. Una delle ultime parole scritte dalla sua mano morente, riguarda la missione affidata ai suoi Fratelli, di continuare l' opera delle "scuole di carità".