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I fioretti - Missionario per il popolo PDF Stampa E-mail
Indice
I fioretti
Un pellegrino misterioso
Nella sua terra natale
La Parigi del Re Sole
Missionario per il popolo
Il coraggio di un apostolo
Contemplativo e profeta
Il padre dei poveri
L'amico della croce
Tutto di Gesù mediante Maria
Educatore e maestro
Bagliori di santità
Chi continuerà la sua opera?
Per finire
Tutte le pagine

Missionario per il popolo

Un sogno missionario
Il Montfort, già così ardente di zelo quand' era in famiglia, nel collegio di Rennes e nel seminario di s. Sulpizio, non poteva rimanere inattivo ora che la Chiesa gli aveva conferito il sacro ministero. Parlando con i suoi confratelli esclamava: "Che facciamo qui, mentre tante anime nel Giappone e nelle Indie attendono l' annuncio del Vangelo? Un numero quasi infinito di uomini si perde perché non conosce il vero Dio! Io non morrò contento se non ai piedi d' un albero del lontano Giappone, come l' incomparabile missionario s. Francesco Saverio!" Il Montfort in un primo tempo aveva pensato alle missioni lontane, ma nel suo viaggio a Roma il Papa gli disse di ritornare in patria. Quest' ordine del Vicario di Cristo valse alla Francia un apostolo, il cui zelo fu coronato da meravigliosi frutti di vita cristiana.

La missione al popolo
Quando giungeva in una parrocchia per predicare la missione, era accompagnato da diversi collaboratori, i quali di dedicavano all' istruzione del popolo, insegnavano il catechismo ai ragazzi, cantavano nelle chiese, e a volte nelle strade per chiamare i fedeli alle funzioni. Costruivano anche cappelle e riparavano chiese, confezionavano stendardi e preparavano grandiose manifestazioni religiose, che risvegliavano la fede nelle popolazioni. Tutti i missionari erano alloggiati in una casa chiamata "La Provvidenza", alla quale affluivano anche numerosi poveri, invitati dal santo. Le celebrazioni si svolgevano con splendore incomparabile, grazie al suo talento, che predisponeva tutto: commemorazione dei morti, adorazione riparatrice dell' Eucaristia, rinnovo delle promesse battesimali e donazione di sé alla Vergine, costruzione di calvari.. Tutto si concludeva con una confessione generale e il proposito di mutar vita.

Calunniato e perseguitato
Il Montfort predicava la verità con la libertà evangelica: ciò gli attirò molti nemici. Alcuni giansenisti, dei quali il missionario combatteva gli errori perniciosi mediante l' esortazione all' amore per l' Eucaristia, alla pratica dei sacramenti e alla devozione a Maria, lo perseguitarono e inventarono contro di lui ogni sorta di calunnie. Riuscirono spesso ad ingannare i vescovi e a far interdire al santo sacerdote la predicazione e l' amministrazione dei sacramenti. Gli uomini più santi hanno sofferto queste tribolazioni, ma nessuno forse più del nostro conobbe il disprezzo, la calunnia, le vessazioni, anche da parte di coloro che avrebbero dovuto essere suoi amici e difensori.

Smuove le coscienze
Quando egli iniziò le sue missioni, aveva circa 30anni, una sana e robustissima costituzione fisica, en estro e una vivacità inesauribili, una profonda preparazione teologica e soprattutto una fiamma di carità, che si alimentava ogni mattina nella celebrazione eucaristica. Il Montfort aveva tutte le qualità del missionario: ardente, eloquente, pio, ingegnoso. La buona gente percorreva volentieri anche 40 leghe (circa 160 km.) per andarlo a sentire. Egli aveva un tale ascendente sulle folle che queste si arrendevano alle sue esortazioni. Era così commovente nei suoi discorsi che l' uditorio prorompeva spesso in singhiozzi. A questo punto il predicatore era costretto a fermarsi. "Miei cari figliuoli, - diceva - non piangete, il vostro pianto mi impedisce di parlare e se non mi trattenessi, sarei costretto a piangere anch' io". Nessuno resiste alla sua spinta trascinatrice. Bande di armati, terrore della contrada, divengono docili come bambini e in processione recitano il rosario e cantano inni sacri.

Le "armi" preferite
Oltre alla Parola di Dio, erano sue armi preferite la croce e il rosario: il ricordo vivo di Cristo redentore e la meditazione con Maria dei misteri della salvezza. A questi faceva seguire i suoi cantici, vere lezioni di catechismo, per richiamare alla memoria delle folle le nozioni fondamentali della fede. Il popolo non li ha mai dimenticati e ancor oggi non vi è forse un angolo di terra francese dove, all' inizio di una missione, centinaia di voci non intonino ancora, sugli stessi motivi, quelle stesse parole, vecchie di 250 anni. Sono in tutto ben 20.000 versi.

Il suo programma
Le sue missioni duravano fino a sei settimane. Il Montfort predicava successivamente agli uomini, alle donne e ai ragazzi, avendo cura di dedicare alcune speciali riunioni ai poveri. Il suo programma: annuncio della Parola e meditazione più volte al giorno; recita assidua del rosario; processione con la partecipazione di tutti i parrocchiani adulti, recanti in mano il contratto di alleanza con Dio in comunione con la Vergine, sottoscritto dalla propria firma e da quella del Missionario; infine l' erezione solenne di un calvario o almeno di una croce nel punto più visibile della località.

Ubriaconi convertiti
Montbernage, sobborgo di Poitiers, abbondava di ubriaconi e di bestemmiatori. Il riposo festivo non era osservato e la popolazione operaia era corrotta. Comparve il Montfort: tutti vennero ad ascoltarlo e molti cambiarono vita. La loro conversione fu tanto seria che divennero modelli di vita cristiana. Nella parrocchia di s. Savino egli riuscì a spegnere le liti facendo esaminare
gratuitamente i processi da uomini di legge che sentenziarono per il meglio nell' interesse di tutti.

Il diavolo nel falò
Ancora a Poitiers, durante la missione predicata nella chiesa del Calvario, il Montfort invitò a portare tutte le stampe oscene e tutti i libri cattivi per poi bruciarli sulla pubblica piazza. Su questo mucchio di sconcezze alcuni burloni piantarono una figura del diavolo. Corsero dal vescovo a dirgli che il Montfort era un esaltato e che voleva bruciare il diavolo. Il vicario generale, così male informato, andò in chiesa a rimproverare il santo e interdire la manifestazione. Il Montfort ascoltò a testa bassa questo ingiusto rabbuffo e si sottomise umilmente. Ma versò molte lacrime su ciò che avvenne in seguito, poiché i libertini sparsero per la città tutti quei libri e quelle figure oscene. Per riparare tutto questo male, il Montfort passò la notte in preghiera e disse al popolo che avrebbe dato volentieri tutto il suo sangue per impedire tanta sciagura.

La fiera dell' ascensione
Nella parrocchia di La Chèze, nella diocesi di S. Brieuc, aveva luogo ogni anno una fiera proprio nel giorno dell' Ascensione. Il Montfort acquistò tanto ascendente sulla popolazione che la fece trasferire al lunedì seguente perché non si svolgesse più in un giorno festivo. Due contadini però di mostrarono ribelli e conclusero un contratto proprio in quel giorno. Dio diede ragione al missionario: colui che aveva venduto la mucca perdette nella giornata il prezzo ricevuto e il compratore vide ammalarsi tutto il suo bestiame. Un sacerdote che si era permesso di criticare lo spostamento della fiera, fu punito anche lui: colpito da un male incurabile, dovette ricorrere alle preghiere del santo per esserne liberato.

Le astuzie del diavolo
Un racconto popolare tramanda che in questa stessa missione, un uomo venuto per ascoltare la predica, trovasse lungo la strada un luigi d' oro. Siccome esitava a disfarsene: "Buttalo via - gli disse il missionario - è il demonio che ti tenta di avarizia". L' uomo ubbidì e la moneta si mutò in un serpente. Si tramanda ancora che alcuni uomini avevano l' abitudine di accalorarsi in un gioco che era per loro occasione di ubriacature, risse e bestemmie. Il Montfort cercò di distoglierli dicendo che il diavolo stava in mezzo a loro per farli peccare, ma quelli se ne ridevano. Ora un giorno, all' inizio della partita, un mostro della grossezza di un cane apparve sul tavolo da gioco. Presi dallo spavento, i giocatori se la diedero a gambe e corsero a cercare il missionario, il quale venne sul posto e ordinò a Satana di buttarsi nel fiume. La bestiaccia si allontanò, la coda tra le gambe, e non comparve mai più.

Il demonio si riposa
La tradizione degli anziani racconta ancora che al suo arrivo a La Chèze, il Montfort andò a visitare le rovine della chiesa di Nostra Signora della Pietà, lì incontrò il demonio seduto sul muro cadente d' un vecchio cimitero e gli chiese: "o Satana, che cosa fai lì? Tu fai sempre la guerra e ora ti vedo a riposo?!" Satana rispose con una bugia: "Tutte le anime di questa città mi appartengono, eccetto una, perciò mi riposo". Al termine della missione, predicando nell' estesa prateria che costeggia il fiume, il Montfort, ricordando la risposta menzognera di Satana, esclama davanti all' immensa folla: "Tutte le anime che mi ascoltano appartengono a Dio, eccetto una". Appena ebbe pronunciato queste parole, si vide un uomo allontanarsi dal gruppo e scomparire. Furono ritrovate di lui solo le scarpe; non si rivide mai più.

Un nemico implacabile
In quella medesima parrocchia, il missionario volle riedificare una antica cappella della quale s. Vincenzo Ferreri, trecento anni prima, aveva predetto il restauro "per opera d' un uomo che sarebbe molto contrariato e schernito". Le popolazioni accorsero con entusiasmo al suo invito e, al cento di inni sacri, lavorarono con tanto ardore che in breve tempo la cappella fu ricostruita. Venne quindi organizzata una magnifica processione per intronizzarvi la statua della Madonna della Pietà. La tradizione della gente locale racconta che vi presero parte da venti a trenta parrocchie che formavano una fila di otto chilometri di persone, affiancate a cinque a cinque. Il Montfort vi predispose tutto con ordine ammirevole e Dio, per aiutarlo, permise ch' egli apparisse, in pari tempo, alle due estremità della processione. Schierò poi la folla in una grande pianura e stava per parlare, quando una grossa nuvola oscurò il cielo e preoccupò gli uditori. "Rimanete tranquilli - disse il Montfort - è un artificio di Satana, che vuol turbare una così bella festa. Non cadrà una goccia di pioggia, ve lo prometto, e il sole tornerà fra poco in tutto il suo splendore". E subito la nuvola scomparve come per incanto.