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I fioretti - Il coraggio di un apostolo PDF Stampa E-mail
Indice
I fioretti
Un pellegrino misterioso
Nella sua terra natale
La Parigi del Re Sole
Missionario per il popolo
Il coraggio di un apostolo
Contemplativo e profeta
Il padre dei poveri
L'amico della croce
Tutto di Gesù mediante Maria
Educatore e maestro
Bagliori di santità
Chi continuerà la sua opera?
Per finire
Tutte le pagine

Il coraggio di un apostolo

Un rimprovero immeritato
Un giorno che il vescovo di Saint-Malo si trovava in visita nella parrocchia di s. Giovanni, nella città natale del santo, questi venne descritto come un sacerdote sempre attorniato da vagabondi e da mendicanti. Fu accusato di favorire l' ozio e la poltroneria dei girovaghi. Il vescovo, convinto di avere a che fare con uno strano avventuriero, lo manda subito a chiamare e, alla presenza degli altri sacerdoti della regione, lo rimprovera e gli proibisce di predicare e confessare nel territorio della sua diocesi. Il Montfort, rispettoso dell' autorità, dopo un profondo saluto, col cappello in mano, ascolta umilmente l' ammonizione. Non una scusa, non una lamentela. Quando stava per ritirarsi, entrò il parroco di Brèal, il quale, ignorando questa scena pietosa, chiese al vescovo di mandargli il Montfort per predicare una missione ai giovani della sua parrocchia. Il vescovo, ammirato dell' umiltà del missionario e pentito di quanto gli aveva detto, concesse volentieri l' autorizzazione ritirando i precedenti divieti. Il Montfort compì in quella parrocchia un bene immenso, particolarmente tra i soldati, che arruolò nella confraternita di s. Michele.

Attentati
Alcuni individui, furibondi per sentirsi rimproverare aspramente la loro condotta, attentarono più volte alla sua vita. Fu così che un giorno a Nantes certi giovinastri, irritati per essersi riconosciuti nella descrizione di alcuni disordini, fatta dal santo, lo assalirono a sassate: lo avrebbero certamente accoppato se non fossero intervenuti dei passanti. I monelli sarebbero stati linciati dalla folla, se il Montfort non li avesse difesi dicendo: "Lasciateli stare, sono da compiangere più di voi e di me".

I vignaioli di Vallet
Quando il missionario s' imbatteva con contadine troppo attaccati ai beni della terra, ricorreva alle pie industrie del suo zelo per indurli ad ascoltare la parola di Dio. I vignaioli del comune di Vallet, per esempio, più premurosi delle loro vigne e della vendemmia che di frequentare la chiesa, non volevano decidersi a recarsi alla missione. Il Montfort mandò allora Fratel Maturino per le vie del villaggio, suonando un campanello e cantando: All' erta! All' erta! - la missione è aperta. Venite tutti, cari amici, - venite a guadagnarvi il Paradiso!
A poco a poco il villaggio si scosse e i vignaioli accorsero in massa. Giunse gente persino dai paesi vicini.

Attenti al lusso
A Vertou la missione riuscì oltre ogni aspettativa e il Montfort, per allontanare le occasioni di peccato, come aveva fatto a Poitiers, fece portare tutti i libri cattivi per bruciarli in un grande falò. Una distinta signorina, in presenza di tutto il popolo, venne a buttare nel fuoco anche tutti i suoi ornamenti mondani, con grande edificazione di tutti. Nelle sue prediche il missionario aveva inveito contro il lusso e aveva fatto cantare il suo cantico: Il lusso vi seduce, non vi scorgete alcun male, ma alla vostra morte crudele, come lo troverete fatale!

Complotto sventato
I complotti contro la sua vita non bastavano a frenare il suo zelo. Una signora lo avvisò di non intraprendere un certo viaggio a Pontchateau, perché alcuni giovinastri l' aspettavano al varco per ucciderlo. Il Montfort sorrise di questo avvertimento che terrorizzava invece i suoi compagni. "Come lo sapete?" - chiese alla signora. "Hanno complottato sotto casa mia ed ho udito le loro minacce di morte" - ella rispose. L' intrepido missionario si arrese alle buone ragioni esposte dalla signora e fu sua fortuna, poiché quei malfattori l' avrebbero certamente ucciso. Si seppe in seguito che l' avevano atteso dalle cinque del mattino alle sei di sera nel luogo dove egli doveva passare.

Presentimento
Un' altra volta ancora, i libertini tramarono contro la vita del santo prete. Una sera egli doveva recarsi con un confratello presso lo scultore, al quale aveva ordinato certi lavori. I congiurati sapevano ch' egli doveva passare in una data via e vi si appostarono per sorprenderlo. Si era pieno inverno ed era buio. Il Montfort, di solito tanto sicuro, all' imbocco della via si sentì agghiacciare il sangue nelle vene e non riuscì ad andare avanti, benché il suo compagno lo rassicurasse che era sulla buona strada. Qualche tempo dopo, un suo amico udì due individui lamentarsi che il Montfort fosse loro sfuggito di mano. Quella sera l' avevano aspettato in una via di La Rochelle, dalle sette alle undici, per spaccargli la testa e per andare al diavolo anche il suo discepolo Maturino.

La nave pirata
L' isola d' Yeu è situata a 17 km. Dalla costa francese dell' Atlantico. I tremila abitanti dell' isola, per la maggior parte pescatori, già da tempo aspettavano con ansia il missionario, ma allora non era cosa facile ed agevole approdare nell' isola. Si era in piena guerra per la successione al trono di Spagna e i corsari inglesi infestavano le coste dell' isola. Il missionario, che aveva progettato una missione nell' isola, s' imbarcò coi suoi compagni e con altri passeggeri. Appena furono al largo, videro una nave pirata dirigersi verso di loro. Tutti si cedettero perduti; soltanto il Montfort restò calmo e invitò perfino i suoi compagni a cantare. Essi però avevano ben altro desiderio che di cantare! "Ebbene - disse il Padre - poiché non potete cantare, dite almeno il rosario con me" - e iniziò la preghiera. Terminato il rosario aggiunse: "Non temete, la nostra cara Mamma del cielo ci ha esauditi. Sismo fuori pericolo!" Infatti, spinti da violente raffiche di vento, i pirati virarono di bordo per altre mete. L' equipaggio era salvo e, al canto del Magnificat, approdò all' isola d' Yeu.

Le porte si aprono
Il parroco di Sallertaine pregò il missionario di tenere la missione nella sua parrocchia, ma gli abitanti erano talmente mal disposti che chiusero la porta della chiesa e fecero portar le chiavi presso un uomo ben deciso a non cederle. Senza sconcertarsi, il Montfortsi fermò ai piedi di una croce, in mezzo al villaggio e si mise a parlare alla popolazione di una parrocchia vicina che lo aveva accompagnato. Nel frattempo la gente di Sallertaine insultava il missionario con urla e schiamazzi e lanciando sassi. Quando il Montfort ebbe terminato il suo discorso, le porte della chiesa si aprirono da sole, come d' incanto: egli vi entrò insieme al parroco e ad alcuni fedeli.

Ambasciatore
Sulla piazza intanto il chiasso era cessato. Ma la vittoria non era ancora completa. Viene riferito al Montfort che uno dei suoi avversari più accaniti è un ricco signore del villaggio. Persuaso che la sua casa è il centro della resistenza, il missionario vi si reca munito di acqua santa. Appena arrivato, per tutto saluto, asperge la sala del pian terreno, dove il signore è riunito con tutta la sua famiglia, e pone sul caminetto il suo crocifisso e una statuina della Madonna, poi si inginocchia e dice una preghiera. Alzatosi esclama: "Ebbene, signore, voi credete che io sia venuto qui di mia spontanea volontà. No, sono Gesù e Maria che mi mandano. Io sono il loro ambasciatore, non volete ricevermi da parte loro?" "Eccomi" - risponde il ricco signore, e segue il Montfort in chiesa insieme a tutta la sua famiglia.

La processione delle croci
Il villaggio di Sallertaine era dominato da un pianoro, sul quale il Montfort propose di innalzarvi un calvario monumentale, che ricordasse, in minori proporzioni, quello di Pontchateau. Gli abitanti in alcune settimane di enorme lavoro prepararono le tre croci, le statue dei personaggi ed anche una cappellina ricavata in una grotta, dove venne eretto un altare. Venuto il giorno della benedizione del monumento, al termine della missione, il Montfort organizzò una solenne processione a piedi scalzi in onore della Croce. Ogni abitante recava in mano una piccola croce e un foglio contenente gli impegni del battesimo. Ricordando che all' inizio della missione tutti gli erano contrari, si può giudicare fino a che punto il missionario aveva mutato in suo favore l' opinione della gente.

Una signorina permalosa
Durante una delle sue ultime prediche della missione a Sallertaine, una distinta signorina entrò in chiesa e vi si trattenne in maniera assai poco rispettosa. Il Montfort la pregò di tenere un migliore contegno. Quella, indispettita, uscì di chiesa e corse a raccontare l' accaduto a sua madre, la quale andò ad aspettare il missionario sulla pubblica piazza per insultarlo e bastonarlo. Egli che altre volte non aveva tremato davanti al pugnale degli assassini, ebbe compassione della donna e senza adirarsi le rispose semplicemente: "Signora, io ho fatto il mio dovere, sua figlia avrebbe dovuto fare altrettanto".

Bacio di pace
A Courcon, la parrocchia era divisa. La gente si odiava reciprocamente. Il parroco stesso aveva numerosi nemici. Afflitto per tale scandalo, il missionario, per placare il Signore, si colpì con flagelli fino al sangue, poi invitò tutti i parrocchiani a sentire la predica. Parlò con tanta eloquenza sul perdono delle offese che il parroco, commosso e vinto, chiede umilmente perdono a tutti coloro che aveva potuto offendere. Il Montfort, approfittando di questo esempio, disse al popoli: "Ecco, il vostro parroco desidera di riconciliarsi con voi, e voi, fratelli miei, che avete vomitato contro di lui mille ingiurie, esitate a fare la parte vostra?" A queste
parole, tutti in singhiozzi chiesero perdono al parroco ad alta voce e si diedero reciprocamente il bacio della pace.

"Questo sarà mio!"
Il Montfort esercitava un potente influsso anche sulle singole persone. Trovandosi un giorno nel seminario dello Spirito Santo a Parigi per reclutare dei giovani per la sua Compagnia di missionari, girò lentamente in mezzo ai seminaristi che lo attorniavano, come avesse voluto penetrare il loro pensiero. Poi, mettendo il suo cappello sul capo di uno di essi, disse: "Questo sarà mio!" Quel giovane, infatti, diventò sacerdote e seguì il Montfort.

"Qualcuno mi resiste"
Un' altra volta, nel corso delle sue prediche nella cappella delle Suore della Provvidenza, a La Rochelle, sentì che le sue parole trovavano resistenza in uno degli uditori ed esclamò: "Qui c'è qualcuno che mi resiste! Sento che la parola di Dio ritorna indietro; ma costui non mi sfuggirà!" Finita la cerimonia religiosa, un giovane l' avvicinò in sagrestia e gli disse: "Sono io, Padre, quello cui ha accennato durante la sua predica. Entrato per caso in chiesa, facevo interiormente alcune riserve su certe sue affermazioni, allorquando lei ha letto nella mia coscienza".