ADOZIONI A DISTANZA E UN MIRACOLATO
Francesco Saccon, un fedele sostenitore delle adozioni a distanza, ha visitato l’India dove ha incontrato i bambini assistiti, i loro genitori, dei Sacerdoti, delle Suore, gli insegnanti e ha toccato con le mani, visto con gli occhi e sentito con le orecchie la efficacia della nostra opera delle adozioni a distanza. Ora, si impegna fortemente a trovare nuovi benefattori. Ha grande devozione alla Madonna Celeste, alla Beata Madre Teresa di Calcutta e al Papa Giovani Paolo II Lavora nell’Ospedale di Treviso. Partecipa all’animazione spirituale del gruppo di benefattori che si radunano ogni mese per la giornata di preghiera e riflessione presso l’Istituto Ca’ Florens, Istrana. Francesco mi ha inviato il racconto del suo avventura con le fotografie che testimoniano la sua fede: un miracolo. Inserisco il suo messaggio nel nostro sito web affinché anche i lettori di questo racconto possono ringraziare Dio per il suo dono a Francesco. Rendiamo Grazie a Dio.
Fratel Matteo Kavumkal
Poteva essere una tragedia, invece è stato un dono.
Credo in Dio, ma la mia fede è debole. Spesso ho cercato dei segni straordinari che potessero confermare e rafforzare la mia fede.
Anche nella preghiera spesso chiedo dei segni, pur consapevole che anche il più straordinario fenomeno sovrannaturale sarebbe inutile per chi si ostina a non voler credere.
Pur nella debolezza della mia fede, il mio cuore vuole credere perché, anche se possedessi tutti i tesori di questo mondo, godessi dei più cari affetti e del più grande amore, tutto sarebbe inutile e vano se con la morte finisse tutto. Ora ho ricevuto un grande segno ed un grande dono che mi dice non solo che Dio esiste, ma che ci ama di un amore così immenso che non siamo neanche in grado di capire.
Il 14 giugno 2007 accompagnai un’amica a Bergamo con la mia automobile partendo da Treviso. Prima di arrivare andammo a Caravaggio, un paese poco lontano da Bergamo famoso per il Santuario dedicato a Santa Maria del Fonte la cui storia ricorda molto quella di Lourdes.
Questo santuario nacque a seguito delle apparizioni della Vergine Maria ad una umile donna di campagna alla quale lasciò dei messaggi per invitare il popolo alla conversione. Partecipammo alla Santa Messa, visitammo il santuario e ci fermammo a pregare. Prima di partire raccogliemmo una dozzina di bottiglioni ed una tanichetta di acqua della fonte del santuario. Personalmente ritenni un esagerazione prelevare tutta quell’acqua ma forse non è stato così.
Ritornando da Bergamo prendemmo l’autostrada serenissima, famosa per i molti incidenti che vi capitano. Il traffico era intenso ma scorrevole. La maggior parte dei mezzi erano camion di tutti i tipi e tutte le dimensioni, praticamente occupavano tutta la prima corsia di destra e molti, anzi troppi, si azzardavano in pericolosi quanto inutili sorpassi. Giunti nei pressi di Desenzano sul Garda guidavo sulla terza corsia ad una velocità sicuramente inferiore ai limiti consentiti in quanto un camion era impegnato a sorpassare un autoarticolato.
Improvvisamente vidi davanti a noi i due mezzi sbandare pericolosamente e mi sembrò si urtassero. Poi vidi il camion sbandare con la parte anteriore ed invadere la mia parte mentre stavo frenando con tutte le forze. Nonostante riuscii a fermare la mia auto vidi accartocciarsi le lamiere ed infrangersi quasi tutti i vetri. Quando mi resi conto di ciò che era successo temei il peggio per la mia amica seduta accanto a me e cominciai a chiamarla mentre tentavo di uscire ma la porta era bloccata. Tirai un sospiro di sollievo quando la sentii parlare e capii che era uscita con le sue gambe. Una coppia di sposi si fermarono e l’uomo mi aiutò ad aprire la porta quindi potei uscire. Vidi la mia amica spaventatissima ma in buone condizioni: aveva soltanto una piccola ferita nella parte alta della fronte. Credo che in quel momento provai la gioia più grande della mia vita e subito gridai al miracolo.
Il mio cuore è ancora pieno di gratitudine verso Gesù, la Madonna, gli Angeli custodi ed i Santi, in particolare la beata Madre Teresa, la Patrona dell’opera nostra delle adozioni a distanza, e il Papa Giovanni Paolo II, perché sono sicuro che solo l’intervento Divino ha permesso non solo che fossimo salvati, ma che siamo addirittura quasi indenni rispetto ad un incidente così grave.
Ci tenevo molto alla mia automobile in quanto ce l’avevo da soli sette mesi, era molto confortevole, era un piacere guidarla ed aveva una bella linea, ma dopo quei momenti i beni materiali passano in secondo piano rispetto al bene più grande che Dio ha donato ad ogni persona: LA VITA.
Treviso, 8 luglio 2007.
Francesco Saccon
|