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Lazzaro alla porta PDF Stampa E-mail

Un bambino bisognoso bussa alla tua porta.

"Hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro i mali; ora lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti".

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: "C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.

Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.
Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.

Il Vangelo ci riferisce una lunga parabola che parla di un povero che si chiama Lazzaro, e di un uomo ricco di cui non conosciamo il nome. Abbiamo ascoltato la parabola perciò non voglio ripetere tutta la storia. Cerchiamo di capire bene: il ricco è finito all'inferno perché era ricco! Ma no ! Non è questo, ciò che sta dicendo il Signore Gesù con la sua parabola! Il ricco senza nome non è finito all'inferno perché possedeva cose belle e mangiava bene, ma perché si è comportato da egoista! Tutti si accorgevano che Lazzaro aveva bisogno di aiuto, tutti, perfino i cani: ma il ricco ha fatto finta di non vederlo! Giorno dopo giorno Lazzaro era sempre lì, proprio vicino alla sua porta che aspettava di mangiare almeno la spazzatura che i servi gettavano via, ma il ricco ha fatto finta di non vederlo!

Ha fatto finta, badate: perché lo sapeva benissimo che Lazzaro era lì, alla sua porta, e sapeva perfettamente anche come si chiamava! Infatti, quando dopo la morte lo vede insieme ad Abramo, lo riconosce e lo chiama per nome! Ma ormai è tardi! Durante tutto il tempo della sua vita, quest'uomo che possedeva tanti beni, non ha mai condiviso la sua ricchezza, l'ha tenuta solo per sé, per star bene solo lui. Non ha mai avuto compassione di Lazzaro e non ha pensato che poteva aiutarlo, con tutti i soldi che aveva nei suoi forzieri! Sarebbe bastato comprare un vestito di porpora in meno, mangiare più semplicemente invece di banchettare, ed ecco che il ricco avrebbe potuto aiutare il povero Lazzaro, sfamarlo, farlo curare perché guarisse... ma non l'ha fatto.

La "fiamma che ora lo tortura", di cui si lamenta disperatamente con Abramo, non è un fuoco che sta attorno a lui, ma è la fiamma dell'egoismo che gli ha bruciato il cuore. Lui, che era tanto ricco, che aveva tante possibilità, adesso si rende conto che mentre era in vita ha sciupato tutte le occasioni di comportarsi diversamente. Ed ora è troppo tardi.

Per questo desidera che Lazzaro vada ad avvisare i suoi cinque fratelli, ricchi come lui, perché non vivano da egoisti, ma aprano il cuore agli altri, condividendo le loro ricchezze con chi non ha nulla. Ma a questa sua richiesta, il patriarca Abramo dà una risposta semplice e chiara: non c'è bisogno che vada Lazzaro ad avvisare i fratelli del ricco. Se essi ascoltano con attenzione l'insegnamento di Mosè e dei profeti, se ascoltano con tutto il cuore la Parola di Dio, sapranno vivere nella generosità e nell'amore! L'uomo ricco prova ad insistere, perché è vero quel che dice Abramo, però la Parola di Dio ha bisogno di molto ascolto, di molta attenzione, mentre se si presentasse qualcuno dal regno dei morti per rimproverare i ricchi fratelli, di certo cambierebbero il loro comportamento egoista. Anche questa volta Abramo dà una risposta decisa: "Se non ascoltano Mosé e i profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi", se non prestano ascolto alla Parola di Dio, anche se uno tornasse dai morti, non si lascerebbero convincere!

Com'è vero! Noi sappiamo che Gesù è risorto dai morti, ma se non ascoltiamo davvero la Sua parola, la nostra vita non cambia! Possiamo anche venire a Messa tutte le domeniche, ma se non scegliamo di mettere in pratica il Vangelo, rimaniamo indifferenti a tutto, preoccupati solo di noi stessi. I nostri occhi diventano incapaci di vedere chi c'è vicino a noi, chi ha bisogno di aiuto. Invece, se lasciamo che la Parola di Dio entri bene nel cuore e nella mente, ecco che diventa facile non lasciarci afferrare dall'egoismo, imparando a condividere con generosità tutto quello che abbiamo e che siamo. Allora fermiamoci un pochino in silenzio. Ringraziamo il Signore per averci raccontato questa parabola. Diciamogli, nel segreto del cuore, che vogliamo essere sempre attenti alla Sua parola, per crescere nell'amore. Così, pian piano, diventerà semplice imparare a condividere con gli altri tutti i doni di cui è ricca la nostra vita.

Apri la porta della bontà

Ogni volta che chiudiamo il cuore alle necessità del nostro fratello, ci condanniamo da noi stessi ad un futuro d'infelicità. Gesù c'invita a ritornare all'amore per i poveri, alla speranza nella giustizia di Dio, alla fiducia nei confronti della sua Parola. Ma soprattutto ritroviamo la vocazione cristiana al distacco, alla generosità, alla donazione. Aiutami Signore, ad essere ogni giorno, mano che dona, cuore che accoglie, volto che sorride, così da sentirmi solidale con ogni povero che incontro.
Il Lazzaro a distanza è il bambino bisognoso che bussa alla tua porta per essere sostenuto a distanza per avere una speranza di un futuro migliore con l'istruzione. Sostieni un bambino o bambina a distanza con donazione una tantum oppure con l'impegno di adottare un bambino a distanza fino al termine dello studio il minore desidera proseguire. Oppure destina il tuo CINQUE X MILLE alla nostra ONLUS digitando il nostro Codice Fiscale 97004260580 nella dichiarazione dei redditi. www.adozioniadistanza.net

 

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