Adozioni a distanza in India

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Codice Fiscale 97004260580


25 ANNI DI SOLIDARIETA
ADOZIONI A DISTANZA
Relazione di Fratel Matteo Kavumkal allassemblea nazionale dei benefattori
1 ottobre 2005
 Relazione Fr.Matteo Scarica questo documento in formato word

Con animo lieto e grato a Dio, vi accolgo a questa assemblea nazionale dei benefattori, in occasione del venticinquesimo anno di fondazione della nostra attività di adozioni a distanza. Rivolgo il mio cordiale saluto a Mons George Valiamattam, rappresentante dei Vescovi Indiani e lo ringrazio per la sua presenza in mezzo a noi. Il mio saluto e gratitudine al nostro Superiore Generale, René Delorme per la sua gradita presenza. Il mio saluto si estende al Sindaco di Istrana, Arch.Marco Fighera, ai miei Superiori e confratelli, in particolare a Fratel Dionisio, Fratel Rocco, Fratel Gaetano, Fratel Varghese, a Don Johnson Anthiyamkulam, a Dott. Massimo Arena, al Sig. Giovanni Vedelago, alle Suore Ruby e Sajini, al gruppo Monfortano di preghiera, ai benefattori e collaboratori presenti e a quelli che non sono presenti. Sono anche lieto di constatare che la prima assemblea generale aperta a tutti, é ulteriore segno positivo dell'amicizia e della cooperazione in continua crescita tra noi.

Questanno, l'attività delle adozioni a distanza compie 25 anni. Venticinque anni possono sembrare pochi: un uomo di 25 anni è certamente da ritenere giovane, ma per un organismo di volontariato venticinque anni sono un traguardo veramente ragguardevole. L'impegno lungo venticinque anni ha dato la soddisfazione di contare professori, medici, infermieri, laureati, Sacerdoti, Suore, imprenditori, liberi professionisti e giovani scienziati: tutti questi - aiutati, istruiti e formati dalla nostra organizzazione.

Il ritrovarci qui questo pomeriggio una scelta di speranza, di coerenza e di maturazione del sentimento di solidarietà. E' come una mamma o un papà che segue il proprio figlio a scuola, nell'assemblea dei genitori e nell'attività scolastica, sportiva, e in quella parrocchiale. Ringrazio Dio per tutte le grazie che ci ha concesso in questi 25 anni. Voi benefattori siete stati strumenti generosi e preziosi nelle mani di Dio per manifestare la Sua provvidenza. Non posso che benedire il Signore per tutto quello che avete fatto a favore della formazione scolastica e professionale dei numerosi ragazzi e giovani bisognosi. Numerosi sono i ragazzi e le ragazze che hanno completato i loro studi e hanno trovato un lavoro dignitoso in vari Paesi del mondo. La vostra decisione di sostenere un ragazzo o ragazza a distanza, senza conoscerlo personalmente, significa voler fare qualcosa per migliorare il mondo.

Milioni di bambini non hanno di che mangiare, non hanno acqua potabile, non hanno libri per studiare, non hanno quaderni su cui scrivere o disegnare, non hanno giocattoli per giocare, non hanno letti per dormire e non hanno medicinali per curarsi. Di fronte a questa realtà crudele dei bambini dico onestamente che non é lecito a nessuno passare oltre con indifferenza come si legge nella parabola del Buon Samaritano. Vorrei affidare ognuno di questi bambini a una famiglia italiana, affinché ne ascolti il respiro e i battiti del cuore e comprenda che anche loro hanno una vita, fatta di speranza di vivere meglio e con dignità.
Fratel Matteo insegna
Prego spesso per voi benefattori e chiedo che il Signore vi ricolmi con il centuplo in questo mondo e la vita eterna al termine del pellegrinaggio terrestre. Vorrei ringraziarvi uno per uno personalmente; con il cuore e con la preghiera lo faccio con tutti voi presenti ed assenti. Vorrei esprimere anche il mio sostegno nella fede a coloro che tra voi sono o sono stati provati dalla sofferenza, dalla malattia e dal lutto. Coraggio, continuate a credere in Dio.

Credo, anche con la esperienza personale, che nella vita quotidiana accorgiamo il Signore allopera nel cuore delle persone di buona volontà: giovani e anziani, ricchi e poveri, analfabeti e professori, Sacerdoti e fedeli senza eccezioni. Credo nella bont delle persone. Credo che ci siano tante persone di buona volont che hanno bisogno di una parola di fiducia e di una testimonianza positiva dellesperienza vissuta nell'apostolato delle adozioni a distanza; precisamente da voi benefattori. Non perdete unoccasione di dire una buona parola che al suo tempo produrr molto frutto: numerosi benefattori e numerosi bambini assistiti.

Tutti i bambini nascono per vivere e vivere bene con dignit. Il mio impegno di solidariet per le adozioni a distanza orientato alla preparazione di un avvenire più umano e più giusto per tutti i bambini del mondo. La mia vita nelle mani di Dio per il servizio dei bambini bisognosi, in particolare con le adozioni a distanza. Con questo stato danima di disponibilità mentale e spirituale, rispondo alle domande che tante persone mi fanno: Fratel Matteo, perchè e come hai iniziato lopera di adozioni a distanza?

Prima di tutto vi dico il perchè delle adozioni a distanza. Avevo maturato la convinzione che i poveri non riusciranno mai a liberarsi dalla palude dellignoranza e della povert senza un aiuto concreto e sufficiente e non con una elemosina. Avevo anche un'approfondita conoscenza della realtà dei giovani provenienti dalle famiglie povere ed una carica ideale molto forte e coinvolgente. Conoscevo che laccesso alleducazione era molto difficile, perch molto costoso, e con testo di ammissione molto selettivi che non erano alla portata dei poveri: nella scheda delle domande chiedono di dichiarare il nome, religione, ecc. per facilitare lesclusione dei poveri e delle persone appartenenti alle minoranze religiose. Come capite anche voi, vi una forte discriminazione nei confronti dei poveri che non hanno opportunit di accesso allo studio e un lavoro qualificante. Queste situazioni ingiuste mi spingevano a fare qualcosa in concreto per quante pi persone possibile.

Anche le regole di vita della nostra Congregazione davano ragione al mio modo di pensare e di agire. Vi riporto un brano dalla regola della vita nostra: "Tu dai ogni giorno la tua vita per il bene degli uomini. Tu cerchi quello che pi urgente in questo campo privilegiato dell'educazione con particolare riferimento a quella dei giovani... Attorno a te o nei Paesi lontani, essi aspettano il tuo affetto fraterno e il tuo aiuto, per prendere coscienza della loro dignit umana, per superare la loro ignoranza o la loro miseria spirituale e materiale e per alimentare una speranza".

Con un forte desiderio di liberare quante più persone possibile dalla ingiusta discriminazione e dalla povertà con listruzione e per essere coerente con la mia vocazione religiosa di educatore della gioventù, ho avuto la buona ispirazione di iniziare l opera delle adozioni a distanza.

In secondo luogo, mentre noi celebriamo il 25 della nascita delle adozioni a distanza, a me personalmente non possibile fare a meno di ritornare con la memoria alle varie circostanza che mi hanno spinto a far nascere quest'opera. Vi racconto come avvenne la nascita di questo germoglio di speranza, piccolo e fragile. E un racconto a pezzi, non cronologico, semplice e spontaneo, carico di umanità. L'inizio dellopera di adozioni a distanza ha la sua radice nella vita dei miei genitori e in particolare nellatteggiamento e nel costante modo di agire di mio padre. Devo in particolar modo ringraziare l'insegnamento di mio padre, quando ero ancora bambino negli anni Quaranta-Cinquanta. Durante e dopo la seconda guerra mondiale le famiglie nel nostro Paese, come anche altrove, mancavano di tutto, inclusi riso, zucchero e altri cereali. Mio padre metteva da parte ogni giorno un po di riso e zucchero e ogni settimana li portava alle famiglie povere nel nostro villaggio. Mi ricordo inoltre come gli aiutava gratuitamente gli ammalati con varie cure naturali; allepoca infatti non cerano ospedali vicini. Infatti era anche un medico ayurvedico. Al lettore contemporaneo appaiono forse banali questi gesti di aiuto caritatevole, ma io li custodisco impressi nel mio cuore e nella mente.

Col passare degli anni, Dio mi diede il dono della vita religiosa per lapostolato di un religioso educatore nella Congregazione dei Fratelli Monfortani di San Gabriele, fondata da S.Luigi Maria Grignion da Montfort. Ho lasciato la casa il 13 maggio, anniversario della apparizione della Madonna a Fatima, per entrare nella Congregazione dei Fratelli Monfortani di San Gabriele a Coonoor, nel distretto di Nilgiris, uno dei centri amati dagli Inglesi. Nello stesso anno della mia partenza, mio padre ha venduto la nostra casa e tutto il terreno agricolo nel distretto di Kottayam ed ha comprato molti ettari di terreno non coltivati a prezzo vantaggioso nel distretto di Cannanore che viene chiamato Kannur. Subito ha distribuito il terreno ai figli. Anche a me ha offerto la mia parte; per io avevo gi deciso nel mio cuore di non possedere nessuna propriet nel mio nome. Mio padre mi disse, Se per caso tu lasci la Congregazione, avrai il bisogno di una sicurezza per la tua vita. Allora gli dissi: "Sarò religioso per sempre e mi basta la ricchezza dell'istruzione, che mi darà la necessaria sicurezza". I miei superiori non hanno saputo di questa mia decisione fatta prima della mia prima professione religiosa. Papà mi ha dato fiducia e coraggio, il Signore sia con te sempre. Da allora mio padre iniziò un'altra opera caritatevole di dare il pranzo ai mendicanti che passavano di casa in casa per chiedere l'elemosina. La mia rinuncia alla proprietà divenne sostegno agli affamati. Anche adesso uno dei miei fratelli continua quest'opera nata da mio padre.

Una guarigione provvidenziale

E' il racconto di un avvenimento accaduto dopo il mio arrivo in Italia; per ha un collegamento con i fatti precedenti. Nellanno 1987 durante un viaggio in India per incontrare i bambini assistiti, ho fatto un salto a casa per trovare i miei fratelli. Circa mezzora prima dellora del pranzo venne un uomo cieco per chiedere lelemosina e naturalmente per avere anche un il pranzo. La sua presenza al pranzo collegata agli avvenimenti precedenti. Col suo bastone andava in giro a chiedere lelemosina. Aveva pranzato con tutti noi. Di solito, dopo il pranzo andava via, ma quel giorno si era fermato a lungo. Qualcuno gli ha chiesto perch si fermava in modo insolito ed egli rispose dicendo che egli aveva sentito una nuova voce durante il pranzo che non aveva sentito in passato. Non vedo ma vorrei chiedergli un favore. Allora gli chiesi qual era la sua richiesta. Egli mi rispose Vorrei avere la vista. Ero rimasto stupito senza parola perch era una richiesta troppo grande che non era in mio potere concedere: serviva un miracolo.

Riprendendo coraggio, ho chiesto a mio fratello minore che era vicino a me, se poteva portare quell'uomo in una ospedale con la specializzazione oculistica. Egli mi ha risposto positivamente. Il giorno seguente egli stato portato in ospedale e dopo tutti i controlli i medici hanno dato parole di speranza che con due interventi chirurgici poteva avere vista. Ho chiesto ai miei fratelli di contribuire alle spese e di assisterlo durante il ricovero e convalescenza. Seguirono le miei istruzioni ed in fine l'uomo ha acquistato vista. Rendiamo grazie a Dio, che opera meraviglie attraverso gli uomini di buona volont. Ho capito che non ero chiamato per grandi opere di carit ma per fare piccole opere di carità con grande amore. "Tutto quello che avete fatto ai miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". (Mt. 25.40)

Periodo di insegnamento in Andhra Pradesh

Ora, faccio alcuni passi indietro per ritornare di nuovo in India per collegarci al discorso delle adozioni a distanza. Al termine degli studi teologici e universitari, iniziai ad insegnare scienze biologiche presso la scuola superiore di Little Flower Higher Secondary School, una delle pi prestigiose scuole a Hyderabad. In quel tempo ho avuto la grande soddisfazione di formare un gruppo di circa 120 giovani dell Osmania University. Assieme a loro, ho fatto numerose attivit di volontariato, poi tutto il gruppo decise di entrare a far parte del Interact Club di Rotary International, Hyderabad.

In quel periodo due famiglie povere del Kerala mi chiedevano aiuti in denaro per i loro figli. Non avevo la possibilit di fare nulla per loro, ma pensai e ripensai come potevo essere loro daiuto e alla fine mi venne unidea. Poich avevamo lunghe ore di insegnamento ogni giorno, ci davano una buona prima colazione con due uova, chappathi (pane indiano) e altre cose. Dopo aver pregato e riflettuto e senza che i miei superiori lo sapessero, ho deciso di non mangiare le uova e suggerito al cuoco di tenerle nascoste giorno per giorno. Il cuoco vendeva queste uova e dava le piccole somme di denaro ricavato ad uninsegnante, che, a sua volta li inviava a quelle due famiglie bisognose. Questi rischi e sacrifici personali hanno prodotto dei frutti straordinari; infatti i bambini di queste famiglie iniziarono ad andare a scuola.

Il 9 luglio 1979 moriva mio padre alla presenza di tutti noi figli dopo aver ricevuto i sacramenti della Chiesa e ricevendo l'ultima benedizione della Chiesa impartita dal Parroco che lo assisteva al momento della sua partenza da questo mondo alla casa del Padre Celeste. Era una morte santa senza un minimo di dubbio.

Verso la fine agosto dello stesso anno, mentre mi stavo preparando a partire per lItalia, una di queste due famiglie venne a trovarmi e prima di salutarmi tra le lacrime mi dissero: Se tu te ne vai chi ci aiuterà? Mi commossi a tal punto che mi strappai dal collo la bella collanina doro che mio padre mi aveva regalato e che portavo sin da bambino e la regalai alla famiglia dicendo loro Per ora vendete questa collanina e aiutate i vostri bambini per leducazione. Se, Dio vorr, trover un benefattore in Italia per voi. Essi sono ritornati a casa con una ferma fiducia nella mia parola trover un benefattore per voi. Personalmente questo episodio stato un momento di grazia di Dio e di importanti scelte per la mia vita: di dedicarmi appassionatamente a favore dei bambini bisognosi provvedendo loro l'istruzione, di non possedere personalmente nè oro nè argento nè denaro e di condividere tutto quello che ricevo nel limite del vincolo della mia vita comunitaria e religiosa e di vivere con quello che la comunità religiosa mi dispone per l'uso. Ribadisco che tutto quello che si trova attorno a me o nei locali di lavoro solo in vista del mio lavoro a favore degli altri e particolarmente per l'efficienza dell'attività che svolgo e pertanto non sono oggetti personali.

Sono arrivato in Italia il 29 agosto 1979. In meno di un anno, le mie parole profetiche alla famiglia in difficoltà diventavano una realtà. Giocando a calcio con i ragazzi di Ca' Florens, mi sono rotto il menisco interno al ginocchio destro. Ho dovuto operarmi e camminare con le stampelle per un po' di tempo. Un pomeriggio del mese di aprile del 1980, mentre stavo leggendo un libro seduto nella sala da pranzo dei ragazzi, uno dei ragazzi venne a dirmi che c'era una signora nel cortile che voleva parlare con uno dei responsabili. Il direttore, Fratel Marino, di felice memoria, non era qui in quel pomeriggio. Infatti, era andato a Montebelluna per una riunione nella scuola superiore dove egli insegnava. Ho chiesto alla signora di raggiungermi di sopra, poichè non potevo scendere facilmente le scale a causa dell'ingessatura al ginocchio. Ci siamo salutati con un cordiale sorriso ed iniziammo a parlare in inglese, poichè al tempo non sapevo parlare in italiano. Mi disse che si chiamava Bianca Tabacchi e che era venuta a Ca' Florens per trovare un ragazzo di nome Ermanno. Mi ricordo ancora che le ho offerto un the al limone e poi ci siamo salutati.

Dopo le ferie estive la signora è ritornata a Ca' Florens assieme alla sua famiglia e mi ha invitato a pranzare a casa sua, a Padova. Alla fine del pranzo fu la signora stessa a chiedermi se c'era bisogno di aiutare qualcuno in India. Naturalmente ho raccontato la storia della famiglia indiana di cui ho riferito prima. Lla signora Bianca ha iniziato la prima adozione a distanza di questa famiglia composta dai genitori e sei figli, 5 femmine e un maschio. Subito dopo la signora Bianca ha trovato una nuova benefattrice, De Marco Claudia Arcolin di Padova. Così è avvennuta la nascita delle adozioni a distanza venticinque anni fa.

Cominciarono poi ad arrivare nuove richieste di aiuto dall'India ed un gruppo di giovani di Istrana espressero la loro disponibilità di collaborare con me. L'anno successivo dopo la raccolta dell'orzo i campi rimasero incolti. Allora questo gruppo di giovani mi hanno proposto di coltivare fragole, zucchine e radicchio precoce. Una ventina di ragazzi e ragazze hanno coltivato questi ortaggi con laiuto di una cooperativa e con il ricavato abbiamo realizzato un pozzo ed una scuola elementare nello stato del Andhra Pradesh. Pian piano aderirono altre persone al nostro piccolo gruppo di benefattori.

Merita un particolare riferimento un ragazzo di nome Sunny Kuriakose, aiutato dalla signora Durigon Adriana. Era un ragazzo molto povero e molto intelligente. Grazie agli aiuti della sua benefattrice riuscito a completare la scuola media, la scuola superiore, l'università ed ha conseguito il dottorato in ricerche scientifiche in chimica. Ora insegna all'Università Mahatma Gandhi nel Kerala. E' sposato ed ha due figli.

Altri episodi significativi prima del mio arrivo in Italia

A Hyderanad, capitale dello Stato di Andhra Pradesh, insegnavo nella scuola superiore. Alla conclusione di un anno scolastico i miei Superiori mi hanno scelto per fondare una nuova scuola a Patamata, Vijayawada. Avevo l'incarico di costruire una nuova scuola, costruire una casa per i fratelli e di seguire i giovani universitari che desideravano di diventare religiosi, tutto questo senza nessun aiuto dai Superiori. La provvidenza di Dio non ci mancava. Anche se non cera una casa per alloggiare, il Vescovo ci ha offerto alloggio presso il vescovado di Vijyawada. Pian piano abbiamo iniziato la scuola in baracche dal tetto di foglie di noci di cocco. Il numero dei bambini aumentava nella scuola. Ho avuto la fortuna di trovare gran numero di ricchi, politici e persone di buona volont per collaborare con me per la costruzione della scuola e anche una casa per i Fratelli e per i candidati per alla vita religiosa. Abbiamo visto crescere la collaborazione dalla parte di tutti, incluse le autorità governative e religiose, e così si costruì una scuola a tre piani. Due dei giovani candidati sono diventati Fratelli Superiori importanti nella Congregazione, e uno di questi, Fratel Varghese Theckanath, presente qui con noi questa sera. Madre Teresa e Fratel Matteo



Era nello stesso periodo che la madre Teresa di Calcutta iniziava la fondazione di due case a Vijayawada. Erano gli anni in cui incontravo la santa vivente: Madre Teresa di Calcutta. Anche ella ha avuto buon rapporto con la gente ed era molto amata ed apprezzata da tutti.

Come religioso, ero soggetto al trasferimento come tutti altri religiosi. Infatti era arrivata il momento del mio trasferimento. Alla notizia del mio trasferimento, tutte le persone che hanno cooperato con me per la costruzione di una scuola cos grande, erano arrabbiati e mi hanno chiesto di non andare via. Io gli ho spiegato che nella vita religiosa non c'è un posto fisso per nessuno. Non riuscirono di capire questo mio discorso e quindi tutti questi ricchi proprietari di terreni mi hanno offerto gratuitamente 42 acri di terreno (un acro = 4047 mq) a Vuyyuru, vicino alla fabbrica di zucchero, per fondare una nuova scuola a condizione che non andassi via da Vijayawada. Per io dissi loro di tenere il terreno per loro e che io me ne andavo in obbedienza allordine dei miei superiori.

...Con Voi sono Benefattore...

Carissimi amici benefattori adottanti, cambiamo decisamente argomento.

Complimenti di cuore per la Vostra generosa adesione allopera di Adozioni a Distanza. Siamo tutti uniti per lo stesso obiettivo: dare lopportunit ai bambini di frequentare la scuola, crescere a livello personale, formarsi intellettualmente e moralmente: miriamo, quindi, all educazione integrale dei bambini, adolescenti e giovani nei Paesi in via di sviluppo. E per questo ambizioso traguardo mi ritrovo ogni anno a scrivere circa 5000 lettere ai bambini e a ricevere dalle 40 alle 60 lettere ogni giorno.

Mio padre, S. Luigi Grignion da Montfort, beata Madre Teresa e Papa Giovanni Paolo II hanno influenzato il mio pensiero e il mio modo di agire e sono da considerarsi, quindi, parte integrante di questa missione.

Per Voi io sono il fondatore e presidente dellattivit di Adozioni a Distanza, ma con Voi sono un benefattore, in quanto dedico tutto il mio tempo ed energia a questo apostolato. Il mio duro e lungo lavoro, che in questa sede preferisco non quantificare in ore, n valorizzare in denaro, senn avremmo cifre smisurate, donato ai bambini, ma anche a Voi. Infatti i Vostri sforzi in denaro sarebbero inutili a questa povera gente senza lanello di congiunzione, di cui io mi faccio carico, impegnandomi in prima persona, con tutti i disagi e problemi che ne conseguono, per chi fa da mediatore. Non Vi nascondo, comunque, la mia immensa gioia e soddisfazione nel vedere i numerosi frutti di questi miei sforzi: mi riferisco al compimento degli studi da parte dei ragazzi e la loro realizzazione personale e professionale nel lavoro.

RALLENTAMENTI E DISGUIDI

Ripeto ancora una volta che fino al 2004 ho lavorato da solo, con laiuto occasionale di Renato Quadrio. Anche lavorando 15 ore ogni giorno, non riuscivo a soddisfare i bambini e i benefattori. Il mio trasferimento a Lancenigo per 2 anni e il mio ritorno ad Istrana, poi il mio intervento chirurgico al cuore con 3 bye - pass, hanno rallentato i lavori e ritardato la corrispondenza e la spedizione delle offerte ai bambini. Come conseguenza di questi avvenimenti, ho ricevuto delle lamentele da parte di qualche benefattore adottante e di alcuni assistiti. Mi dispiace per i disagi involontari recati sia ai benefattori che ai bambini assisti. Adesso, grazie allaiuto di volontari come Salce Renzo, Nella, Quadrio Renato, Facchinutti Lorenzino, Paolo Sormani e le due impiegate a part time: Laura Marcassa Lissy Joseph, abbiamo migliorato la nostra attività. Con tanta soddisfazione, vi dico che abbiamo un'equipe di collaboratori validi.

GIORNATE DI SPIRITUALITA CON I BENEFATTORI

Era mio desiderio di offrire ad ogni benefattore occasioni per incontrarci in gruppo, scambiare le idee per il miglioramento della nostra opera, farla conoscere gli altri e spendere un po di tempo per la vita spirituale e per il convivio. Poich ogni persona pu, in una certa misura, potenziare o svigorire i sentimenti e i pensieri di chi le vive accanto, importante che uno stia attento a quel che parla: pu essere promotore nel fare il bene o pu essere seminatore di sfiducia e discordia che impedisce il bene. In questo secondo caso sar come un cane nella mangiatoia della mucca; non mangia il fieno e non permette alla mucca di mangiare il fieno. Quindi le giornate di spiritualit hanno anche lo scopo del dialogo tra noi. Siate unanimi, con la stessa carit, con i medesimi sentimenti Luomo di buona volontà che ama divulgare il bene crea e sparge fiducia, costruisce il gruppo, semplifica e migliora rapporti personali, favorisce il dialogo, incontrare i fratelli e Dio. Per questo ogni mese ci incontriamo per una mezza giornata di preghiera, meditazione, Santa Messa domenicale e per un pranzo insieme.

Abbiamo nominato Don Bruno Bortoletto, Parroco di Villanova di Istrana come guida spirituale permanente del nostro gruppo di benefattori. Ci hanno aiutato anche Fratel Dionisio Santoro, don Franco Marton, don Giorgio Marangon, don Canuto Toso, don Sandro Dalla Frate, don Livio Buso, don Pietro Evangelista, Padre Gabriele De Zan, della Chiesa Votiva, don Marino Zarattin e don Elio Zamai. Grazie di cuore a tutti.

Dopo circa quattro ore di attività spirituale anche il corpo ha bisogno della sua parte e di un momento di fraternità. Alcune perone di buona volont si sono offerte di preparare sempre buon pranzo per il gruppo che pregava. Vorrei dire un grazie di cuore a Fratel Rocco, Cesira, Grazia, Giuliana, Teresa, Lissy, Fortunato, Domenico, Silvana, Francis, Belson, e Anil per la loro grande disponibilità di aiutare nella cucina e di servire nella sala da pranzo.

PROGRAMMA DI AUTO-AIUTO OVVERO SELF HELP PROGRAMME

Nel 2000, l'anno giubilare, ebbi il piacere di invitare i bambini assistiti di due distretti (Kannur e Kasargod) ed i loro genitori per un'assemblea nella cittadina di Iritty. Quando arrivarono all'incontro, i partecipanti registravano i loro nomi e cognomi in un quaderno. Con grande sorpresa, notai che ci furono 2012 partecipanti. L'assemblea ebbe luogo sotto un grande tendone. P. Abraham Anassery e altri Sacerdoti, suore e numerosi genitori dei bambini assistiti, avevano lavorato molto per la buona riuscita dellassemblea. Testimonianze e ringraziamenti risuonavano nellaria. Il professore Sunny Kuriakose, che ho gi avuto modo di nominare precedentemente, si avvicin al microfono ed annunci la sua disponibilità ad aiutare un ragazzo bisognoso. Tutta l'assemblea all'unanimità diede alla luce il progetto di self-help, cioè un programma di auto-aiuto.

Tutti gli assistiti e coloro che hanno completato gli studi e iniziato a lavorare, contribuiscono al progetto. Le offerte vengono utilizzare per finanziare le spese elevate per gli studi dei ragazzi frequentanti corsi universitari, corsi per infermiere e altri corsi di specializzazione (ci vogliono pi di 1.000 Euro all'anno). Così i nostri bambini assistiti a distanza possono a loro volta assistere i pi bisognosi da vicino. Questa realtà il vero senso della parola solidarietà, così nobile, altruista e fiduciosa nella Provvidenza di Dio, anche se un po strana per il nostro modo di pensare: infatti si usa pensare prima di tutto alla propria sicurezza economica per poi eventualmente porgere la mano agli altri.

Conclusione

Per raccontare tutti i dettagli dell'operato di questi 25 anni, servono centinaia di pagine stampate. Per non prolungare la mia relazione, ritengo giusto che il racconto della crescita, sviluppo, progetti realizzati, contributi ai superstiti dello Tsunami ecc. vengono spiegate nella prossima edizione del libretto. Confesso che tutti i nostri realizzazioni sono frutto del nostro comune impegno che ha dato concretezza incoraggiante al nostro sperare. Quindi, vi giunga, infine, il più grande augurio che desidero farvi dal profondo del mio cuore: Trovare il coraggio di porre la propria fiducia nel prossimo, il coraggio di amare e la forza di sperare ogni giorno della Vostra vita.

TSUNAMI E IL MIRACOLO DELLA SOLIDARIETA

Ho avuto il privilegio di visitare le aree devastate dalle onde della marea e avere informazioni in prima persona sulla terribile distruzione causata dallo tsunami il 26 dicembre mattina e avvenimenti conseguenti. Sono arrivato a Chennai il 19 gennaio a mezzanotte per incontrare il mio amico e collega Fratel Patrick. Sapevo che la sua associazione, la comunit Montfortana dello sviluppo sociale (MCDS), era affaccendata nei programmi dello sviluppo sociale nelle aree della costa del Chennai e questa fu la ragione principale che mi ha spinto a fare questo viaggio.

Abbiamo trascorso tutto il 20 gennaio visitando le aree pi devastate dalle onde. La mattina ho visitato Srinivasapuram. Il primo posto che ho visto era una mini sala dove era ammassato un grande numero di donne scosse.

Queste erano divise in piccoli gruppi e stavano ascoltando degli specialisti della fondazione per la ricerca sulla schizofrenia (SCARF). Ne uscì che ogni individuo in quell'area aveva bisogno di consigli. Dopo aver visto la terribile tragedia, inclusa la perdita dei loro cari, delle persone con cui erano cresciuti, ora erano spaventati, molto spaventati. Mi sono compiaciuto nel vedere Fratel Patrick discutere con gente dello SCARF sulla possibilit di condurre più sessioni nelle aree colpite e nelle scuole dove questi bambini stavano studiando.

L'avere una conoscenza pratica della lingua locale, mi ha aiutato a dialogare con un bel numero di persone. Una donna, tra i singhiozzi, mi ha raccontato come il suo bambino le fosse stato strappato via dalle onde, unaltra mi ha portato dove prima cera la sua casa di paglia: non era rimasto niente; un altro mi ha portato al piano terra della loro casa popolare concessa dal comune. La porta era stata strappata via e frantumata in pezzi. Il piccolo televisore in bianco e nero e il frigorifero, comprato usato, erano stati distrutti.

Fratel Patrick mi ha portato al centro per bambini handicappati, che di norma accudisce 25 bambini; quel giorno stavano pranzando. La MCDS amministra tre centri come questo. Praticamente tutte le baracche erano state abbattute e un paio di barche furono trovate in cima alle baracche! Vale la pena notare che tutti i rottami delle baracche distrutte, case e proprietà di centinaia di persone, erano ancora l'esattamente come il giorno dopo il disastro.

Ho parlato ad alcuni giovani e anche soci del MCDS. Anche loro hanno perso tutto, anche gli arnesi con cui si procuravano il sostentamento. I più colpiti erano donne e bambini. Erano convinti che lo tsunami avrebbe colpito ancora. A causa del grande spavento la maggior parte delle famiglie passavano le notti sui marciapiedi lontano dalla costa. La maggior parte delle vittime dello tsunami soffrono di una specie di trauma psicologico. Langoscia di queste persone che per poco sono sfuggite allo tsunami e hanno perso i loro parenti pi vicini, i loro lavori, i loro averi e risparmi non pu essere descritta a parole.

Ho ascoltato molte di queste persone con molta pazienza e comprensione, ho dato ai pi bisognosi un po daiuto con piccole offerte che alcuni dei nostri benefattori mi avevano dato per distribuirle. Hanno bisogno di immediato soccorso materiale, cure mediche, ma pi di tutto consigli e cure per la loro salute mentale. Secondo me solo psicologi specialisti sono adatti a dare consigli efficaci alle vittime che sono costantemente tormentate dalla paura di un secondo tsunami. Qualcuno prova un senso di colpa per non essere stato in grado di salvare le vite di uno o pi dei loro cari. Per aiutare queste persone bisognerebbe mettere a loro disposizione specialisti che diano loro dei consigli, ma mi è chiaro che un progetto dispendioso.

Nel pomeriggio mi sono incontrato con Fratel Patrick per partecipare a delle riunioni, una delle quali aveva luogo nella scuola di St. Raphael a Santhome. I rappresentanti di varie organizzazioni umanitarie presenti allincontro mettevano assieme le loro idee per trovare il modo in cui il loro aiuto potesse raggiungere la maggior parte della gente. Il gruppo FMM si preso la responsabilit di badare a 150 ragazze nei loro campi attrezzati, cos avranno cibo, un posto dove stare e la supervisione per gli studi. Sono stato informato che i salesiani della scuola di St. Bede hanno volontariamente preso in carica i ragazzi del Std X e XII. Mi hanno anche detto che le Sorelle dellAccademia culturale si sono fatte avanti per prendersi cura delle ragazze delle scuole della corporazione. I Fratelli Monfortani della scuola superiore di Santhome si stanno prendendo cura dei ragazzi della Std X e alcuni della STD XII. Negli incontri successivi lorientamento e i programmi per lazione erano pi o meno s imili.

Lintervento immediato di vari gruppi umanitari, i volontari da tutto il mondo, gli immensi aiuti promessi dalle nazioni e l'informazione fatta dai mass media sono tutti segni di un miracolo di solidariet di fronte a questa calamit naturale senza precedenti. E stato il disastro mondiale pi grande a memoria d'uomo e ha messo assieme tutto il mondo per lassistenza ai colpiti.

Desidero, prego e congiungo le mani con i gruppi volontari in modo che ogni famiglia che ha sofferto per la perdita di vite, case, proprietà, altri beni personali e familiari, possa avere l'aiuto per riuscire a vivere almeno con quanto necessario e indispensabile per un'esistenza umana.

Fratel Matteo
Istrana TV