Affiancando il pericolo Stampa
giuseppe_dei_rossi_2In questo ultimo viaggio nel Kerala, oltre a tante cose belle, ci sono state anche avvenimenti tristi e sconfortanti. Questi eventi purtroppo riguardano i bambini.
Mai, come questa volta, siamo venuti a contatto con la dura vita di questi nostri piccoli assistiti.
Mai, come questa volta, mi sono chiesto come vivono questi bambini, o meglio, in quale ambiente vivono ?
La prima notizia arrivò nei primissimi giorni dopo il nostro arrivo. Le ormai quattro famose sorelle (quelle già citate in un precedente articolo - Un aiuto moltiplicato per quattro) una bella giornata si presentarono da noi a Kunnoth. Quando le vidi notai subito che qualcosa non quadrava. C'era la madre e le tre sorelle, ma dov'era finita la penultima ragazza ? Si proprio quella che aveva quell'evidente problema all'occhio sinistro.
Poco dopo, scoprimmo la triste novità; qualche giorno prima era stata investita da un'automobile.
Incredibile, proprio lei !
Immediatamente quella notizia mi rattristò, ed io che avevo così tanto aspettato quel momento per incontrare ancora una volta quelle quattro simpatiche canaglie.
Ma ancora una volta, la realtà che mi veniva offerta, era ben diversa dalle mie aspettative.
Almeno quella ragazzina era ancora viva, certo, avrebbe dovuto subire qualche intervento chirurgico, ma era viva. Casomai, il problema successivo sarebbe stato pagare la costosa operazione, quella famiglia di certo non navigava nel benessere.
Rimasi avvolto da una cupa malinconia in quella mattinata. Regalai le foto del nostro precedente incontro alle sue sorelle, e proprio in una di queste si vedeva quella piccola ragazzina che tutta gioiosa allora si divertiva.
Tristezza.
Ma le novità non si conclusero con quell'incontro.
Alcuni giorni dopo, fratel Matteo ed io, andammo in visita ad un orfanatrofio di Kannur.

< Che strana accoglienza >

C'erano pochi bambini, ma soprattutto, quelli un po' più grandicelli, avevano l'aspetto triste.
Sopraffatto dalla furiosa gioia dei più piccoli, non diedi peso alla cosa, ma, purtroppo, anche questa volta, la prima sensazione che provai fu quella giusta.
Erano tristi quei ragazzi.
Quello stesso giorno avevano ricevuto la notizia che un loro compagno era stato investito ed era purtroppo deceduto.
Un altro triste pensiero.
< Ma come ! Un altro bambino è stato investito ? >
Lasciammo l'orfanatrofio con quella triste notizia che si affiancava a quella della terza sorella.
Il giorno seguente, non sembrava vero, sul giornale locale, leggemmo la notizia di un altro bambino mortalmente investito. Ora, il nostro viaggio di solidarietà mostrava inesorabilmente un'altra faccia della luna.
Viaggiando ogni giorno, cominciammo quindi a notare quanti bambini erano presenti nelle strade, sia nelle cittadine che nelle foreste e quanti di loro erano effettivamente a rischio di incidenti. Considerando lo spericolato modo di guidare di molte persone, sia la moto che la macchina, molti bambini erano veramente in pericolo.
Ma quanti bambini percorrono a piedi chilometri di strada per tornare a casa da scuola ?
Tanti e di tutte le età .
Quindi con un traffico spesse volte incontrollato e selvaggio, tutti questi ragazzi sono in costante e quotidiano pericolo.
Cercai di immaginarmi le dinamiche di questi incidenti.
Vedevo la sorella tornare dalla scuola, forse a causa del suo occhio malato non avrà visto il sopraggiungere della vettura.
Immaginavo la miriade di macchine e moto che ogni giorno invadono le cittadine e vedevo la moltitudine di bambini che tornavano a casa dalla scuola. L'impressionante via vai di persone e vetture. Forse qualche piccolo, nel tentativo di far presto, nella confusione, sarà stato colpito da qualche automezzo.
Vedevo ancora i tanti bambini, che tenendosi per mano camminavano ai bordi di quelle strade, nella loro innocenza non si accorgevano dell'imminente pericolo di qualche incidente.
A tal proposito, ricordo, come spesse volte fratel Matteo mi raccontò come qualche tempo fa, due piccole sorelline assistite, bellissime, vennero investite proprio lungo i bordi di una strada e tragicamente perirono tutte e due, assieme. Erano sempre assieme e assieme anche quel giorno camminavano lungo il bordo di una strada, tenendosi per mano.
Ricordo tutt'oggi questi episodi che sicuramente mettono in luce un aspetto della vita di questi bambini che pochi conoscono.
In qualche zona, in qualche strada, in qualche via, si trovano sempre piccoli che girano o giocano senza che nessuno li controlli. Del resto spesse volte i loro poveri genitori sono lontani da casa per trovare lavoro.
Se da un lato è incredibile il numero di quanti bambini siano presenti in queste strade è anche incredibile il numero di incidenti causati dalla guida imprudente.
Abbiamo quindi l'imprudenza dovuta all'innocenza e l'imprudenza dovuta alla stupidità degli adulti.
Oggi ripenso a quella sorella, speravo di rivederla assieme alla sua famiglia, invece mi ritrovo a pregare per la sua guarigione. Non posso altro dire che il peggior dolore è quello di veder soffrire un bambino, aggiungiamo poi, il fatto che sia anche povero...