Un Tesoro per la Casa dei Bambini. Stampa

bbbBEPPEQuella mattina partimmo per la nostra quotidiana missione da Kunnoth, ma non c’erano famiglie da visitare, questa volta era il turno di un orfanatrofio. Questo istituto era  posto praticamente alla fine di un piccolo villaggio, proprio dove finiva l’asfalto cominciava la stradina che portava a quella casa dei bambini, in italiano tristemente chiamato orfanatrofio.

Questo istituto si trovava posto proprio in cima ad una delle tante colline presenti in quella foresta, qui tra il verde, gli alberi e il mondo selvaggio, era situato come ultimo baluardo della civiltà. La chiesa, la piccola scuola, la casetta delle suore ed infine questa povera casa dei bambini ecco, cosa c’era in quel posto così remoto.

Prima di incontrare questi bambini, fummo accolti dalle suore e qui ci venne mostrato un curioso cane; questo animale, ci raccontarono, inizialmente era praticamente indomabile, a tal punto che un bel giorno, la sua irrequietudine lo portò a fuggire verso la confinante selvaggia foresta. Giorni dopo, questo cane, venne salvato dopo essere stato attacco da un branco di cinghiali selvaggi, ma da quel momento la povera bestia divenne letteralmente muta ! E fu proprio in questa penosa condizione che lo trovammo noi quella volta nella sua cuccia posta vicino alla casa delle suore.

Lasciato il cane, finalmente incontrammo le bambine dell’istituto, qui dopo una breve presentazione e dopo aver lasciato qualche piccolo pensierino, io e Fiorenzo fummo gioiosamente assaliti da quelle piccole pesti. Fotografie, abbracci, giochi, corse e ancora più e più; insomma, si era scatenata la simpatica e amorevole furia selvaggia di quelle povere bambine.

Calmatasi la generale euforia, le suore mi chiesero se fossi disposto ad offrirgli un piccolo dono, una macchina per cucire ! In quel posto così fuori dal mondo, la macchina per cucire era un lusso che non tutti si potevano permettere.

Rifiutarsi a tale richiesta ? Ma nemmeno per scherzo !

Sapendo di cosa avevano bisogno, immediatamente accettai, anzi, mi diedi subito da fare per trovare e portare da loro quel piccolo tesoro.

Il successivo giorno io e Fiorenzo andammo a Iritty per acquistare la macchina per cucire, e in quello stesso pomeriggio, accompagnati dal fedele Babu, portammo il prezioso oggetto in quella casa dei bambini.

Le piccole amabili furie alla nostra nuova visita rimasero sorprese, nessun straniero di solito tornava a trovarle il giorno dopo una visita, e tantomeno portava loro un simile tesoro.

Tra la gioia, gli applausi, l’euforia, la semplice curiosità di quelle bambine, inaugurammo la nuova macchina cucendo immediatamente alcuni loro poveri vestiti.

Che ospitalità quel giorno, che accoglienza tra quelle piccole anime colorate e solari. Il pranzo con le umili suore concluse quella straordinaria esperienza; ancora vedo tutte quelle bambine salutarmi dalla loro casa, che emozione vederle così contente per la visita e per il prezioso tesoro ricevuto.

Mesi dopo, mi avvisarono che la macchina funzionava ancora bene, quella piccola ma preziosa notizia mi rallegrò, immaginai ancora quelle bambine gioire attorno a quel loro tesoro.

Giuseppe Dei Rossi

Benefattore di QUATTRO bambine