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Una Crisi che non voler finire! PDF Stampa E-mail

Verso il prossimo

bbbbbbbbBBBOrmai è un po’ di tempo, anzi, molto tempo che viviamo con questa crisi. Una crisi che sembra non voler finire.

Una crisi studiata a dettaglio, tanto da mettere in ginocchio interi stati europei.

Vite spazzate via in pochi attimi.

Licenziamenti all’ordine del giorno.

Continue chiusure di fabbriche.

Famiglie distrutte dai debiti

Insomma proprio un bel campionario di situazioni.

Anche noi, logicamente, attraverso i benefattori, viviamo in prima linea questa onda, o per usare una terminologia moderna, questo tsunami economico.

Alcune persone lasciano le adozioni a causa della perdita del lavoro, altre invece, inventano scuse (tipo il rispetto per i marò) pur di abbandonare i promessi sostegni.

C’è chi getta la spugna veramente a causa della crisi economica, mentre altri approfittano della crisi per togliersi il peso del sostegno ai poveri.

All’apparenza, sembra, che in questo periodo, debbano esistere sole le brutte notizie.

Sbagliato.

Perché, in mezzo a tanto deserto, nascono dei bei fiorellini.

Dei piccoli grandi fiori che danno speranza in mezzo a tanta aridità.

Ecco quindi, cari amici, tre belle esperienze da poco nate.

Tre belle storie che vanno regolarmente contro la logica dei tempi e del vortice di massa di questi ultimi tempi.

La prima riguarda la vicenda di un’anziana signora che, anche se gravemente malata di tumore e completata con gioia l’adozione a distanza di un ragazzo, ha deciso di iniziare un nuovo sostegno.

Che esempio.

Sono convinto che molte persone, avrebbero pensato,  giustamente, soprattutto a curarsi, in fondo, il suo “dovere di benefattrice” l’aveva già concluso con gioia.

Invece no. Anche se oggi è in gioco la sua vita, ha voluto donare un’altra speranza di vita.

Quanta carità.

Quanto amore verso il prossimo.

Che bel fiore di luce in questi periodi di buio.

La seconda vicenda riguarda ancora di più questa nefasta crisi.

Un giorno mi trovavo ad Ca’ Florens  quando, un benefattore, giunto da fratel Matteo per la consueta traduzione della lettera della sua assistita, ad una certa domanda a riguardo del suo lavoro rispose:

< a causa della mia salute precaria, non posso più lavorare, ma aiuterò la bambina finché potrò, poi in qualche modo il Signore provvederà >

Rimasi allibito di fronte a tale risposta.

Quanta Fede.

Ci sono persone che abbandonano, ignobilmente, il sostegno ai bambini per futili motivi, e lui, con tali prospettive future, non ha pensato minimamente di gettare la spugna.

Bello.

Molte persone dovrebbero imitarlo. Quanta speranza in questa persona, quanto amore verso il prossimo.

La terza vicenda, ci da speranza nel futuro. E questo futuro, ancora una volta, arriva dai bambini.

Questa è la storia di una bambina che è andata contro corrente. Non si è lasciata trascinare nel tenebroso vortice di questa società, stile tritacarne.

Per il suo compleanno, non ha chiesto banalità o una delle tante cose inutili che oggi si spacciano per priorità della vita se non per veri e propri valori essenziali.

Questa bambina ha voluto, fortemente, aiutare una sua coetanea indiana più povera. Addirittura, ha voluto, più e più volte, parlare con fratel Matteo, quasi a voler vivere più intensamente questo suo regalo.

Se molti adulti avessero la spontaneità e la sensibilità di questi bambini, se avessero questo amore pulito per il prossimo senza tante riserve, quanti più bei fiori esisterebbero in questo deserto di società moderna.

Che gioia vedere queste famiglie che insegnano ai loro bambini, l’amore verso il prossimo.

Giunto alla conclusione di queste piccole grandi storie di umanità, voglio citare la frase che un disse un frate missionario, qualche tempo fa a riguardo delle nostra bella situazione economica

Si da voi in Europa c’è una crisi, ma più di coscienza che economica.

Ah ! Se ci fosse più amore verso il prossimo e meno egoismo proprio, probabilmente supereremmo questa crisi in un battibaleno.

- Giuseppe Dei Rossi -
Benefattore delle adozioni a distanza