Crosato Angelo Stampa

preview_crosatoCarissimo Fratel Matteo,

è con grande piacere che oggi, a distanza di un mese e mezzo dall'arrivo di Jincy, mi sento di scrivere qualche riga della grande avventura che sto vivendo assieme a Maria Elvira e Federica, pensando a Jincy, la nostra adozione a distanza che abbiamo il piacere di avere con noi, come una figlia, nella nostra famiglia.
Ricordo l'anno 1994 come il più duro e faticoso della mia vita, non certo per il lavoro ma per un disagio esistenziale; penso che ad ogni persona capiti, almeno una volta nella vita, di sentire il bisogno di essere aiutato a superare una difficoltà che ritiene al di sopra delle proprie forze.

Quante belle passeggiate ho fatto in compagnia del Gruppo Sportivo Alpini e come è sempre stato bello festeggiare e rivivere quei momenti, nella giornata di chiusura delle attività annuali, assieme agli amici e alla mia famiglia.

Proprio in occasione di questa festa, ho avuto modo di incontrarti caro Fratel Matteo e dalle tue parole e dal tuo esempio ho tratto l'aiuto tanto importante che mi ha permesso di superare quel brutto periodo della mia vita.

Ormai ripiegato sui miei problemi, non riuscivo a vedere altro nella mia vita, e l'idea di aiutare qualcuno che non conoscevo è diventata, prima di tutto una sfida con me stesso e la ricerca di risorse nuove in un tempo che andava perduto, mi ha portato a rimettermi in gioco e cercare modi nuovi per raggranellare soldi che non esistevano.

Ho iniziato il sostegno a distanza di Jincy, giovane studente indiana del sud Kerala, utilizzando soldi risparmiati dalle spese personali senza nulla togliere alla normale vita della mia famiglia.
Con il passare del tempo mi sono capitate occasioni di lavori manuali che potevo fare nel tempo libero, non rinunciando alle mie attività di volontariato sociale e in parrocchia, poi ho trovato altri lavori che mi venivano chiesti a pagamento come giardinaggio o vendemmia.

Per te è molto più facile pensare alla legna che taglio nel bosco, per integrare il riscaldamento della mia casa risparmiando sul gasolio, o aiutare qualche amico in questo lavoro in cambio di aiuto nei miei lavori più impegnativi, ma mi sono spinto oltre.

Ho avuto l'opportunità di fare il corso O.S.S., anche se in tarda età e questo mi ha permesso e tutt'ora mi permette di fare qualche assistenza sia di volontariato sia a pagamento ed è con questi soldi che posso continuare la mia attività di sostegno a distanza di altre due ragazze indiane Anju e Anjali.

Il buon Dio mi ha concesso buona salute, un percorso lavorativo soddisfacente, una famiglia di cui sono orgoglioso e che mi ha permesso di fare tante cose stimolanti.

L'importanza della mia famiglia poteva tranquillamente essere il primo pensiero di questa mia lettera; ho preferito lasciarlo per ultimo perché mi permette di ringraziare tutti coloro che mi sono vicini e mi sostengono in questa strana avventura e con un infinito grazie a mia moglie Maria Elvira e nostra figlia Federica.

Con grande affetto,

Angelo Crosato

Bigolino, 02/10/10