| L'altra Kerala |
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Martedì pomeriggio (8 febbraio 2011), mi ritrovo all’imbarcadero dell’Alilaguna, all’eroporto, direzione Venezia; fa freddo, la nebbia è molto fitta e io sono da solo, solo con la mia valigia. Niente colori, niente sorrisi, niente mani da stringere, nessuna accoglienza, solo freddo e nebbia. Ma dov’è finito quel mondo colorato ? Foreste, famiglie, bambini, sorrisi, sguardi, Sisters, abbracci, preghiere ? Ora tutto è solo nella mia mente, soltanto nel mio cuore.
Quante famiglie, dolore, sopportazione, speranza, dignità; la povertà è la compagna di vita di queste famiglie. Ah ! Se molte persone vedessero come vivono queste famiglie, questi piccoli, e capissero quanto potrebbero fare con poco, invece no ! Sommersi nei loro mondi lontano e tante volte senza valori. Se vedessero i posti in cui questi bambini vivono, nella foresta, sulle colline, lontani dai grandi centri, anzi, cittadine, senza comodità ; se capissero quanta difficoltà per spedire una piccola lettera al proprio benefattore incredulo di tanti problemi; se capissero come le cose per noi più elementari e banali qui sono necessità vitali. Se un bambino non può andare a scuola un motivo ci sarà ! questo motivo è sempre la povertà della famiglia, le ristrettezze economiche, il vivere in luoghi lontani e isolati.
La mancanza del quotidiano che non permette ad un bambino nemmeno la possibilità di poter andare a scuola, di poter studiare, di poter sognare un futuro più dignitoso. È stata un’esperienza fortificante, umanamente ricca, spiritualmente ricca, ricca di vita, ma di vita vera.
Ora mi ritrovo nella nebbia, nel freddo, solo con la mia valigia, e mi accorgo che tutto ciò già mi manca !
Giuseppe Dei Rossi Benefattore |





Nel grigio della nebbia ripenso a tutto quel mondo chiamato India, anzi Kerala, o meglio 



