L'altra Kerala Stampa

Martedì pomeriggio (8 febbraio 2011), mi ritrovo all’imbarcadero dell’Alilaguna, all’eroporto, direzione Venezia; fa freddo, la nebbia è molto fitta e io sono da solo, solo con la mia valigia. Niente colori, niente sorrisi, niente mani da stringere, nessuna accoglienza, solo freddo e nebbia. Ma dov’è finito quel mondo colorato ? Foreste, famiglie, bambini, sorrisi, sguardi, Sisters, abbracci, preghiere ? Ora tutto è solo nella mia mente, soltanto nel mio cuore.

BEPPE-1Nel grigio della nebbia ripenso a tutto quel mondo chiamato India, anzi Kerala, o meglio l’altro Kerala; non il solito turismo, le solite cortesie riservate ai bianchi occidentali , ma il vero cuore del Kerala, l’ospitalità, la quotidiana lotta per vivere, scuole, famiglie, i bambini degli orfanatrofi, le umili case così piene di calore e di vita, le Sisters , accoglienti e con immensi sorrisi (ah ! vorrei tanto sapere come fanno a sorridere sempre ?), le vere preghiere, l’umile ma preziosa ospitalità di una povera famiglia, saluti, mani da stringere. Sguardi vivi, di riconoscenza, di speranza, colori; le piccole anime colorate degli orfanatrofi, basta un sorriso, un niente, una foto e si scatena il divertimento per questi piccoli assetati di affetto, un abbraccio ed è subito vita. Pen ! pen ! What is your name ? How are you ?  Una, dieci, cento volte, sempre sorrisi, sempre vita.

Quante famiglie, dolore, sopportazione, speranza, dignità; la povertà è la compagna di vita di queste famiglie. Ah ! Se molte persone vedessero come vivono queste famiglie, questi piccoli, e capissero quanto potrebbero fare con poco, invece no ! Sommersi nei loro mondi lontano e tante volte senza valori.Angel-family

Se vedessero i posti in cui questi bambini vivono, nella foresta, sulle colline, lontani dai grandi centri, anzi, cittadine, senza comodità ; se capissero quanta difficoltà per spedire una piccola lettera al proprio benefattore incredulo di tanti problemi; se capissero come le cose per noi più elementari e banali qui sono necessità vitali. Se un bambino non può andare a scuola un motivo ci sarà !  questo motivo è sempre la povertà della famiglia, le ristrettezze economiche, il vivere in luoghi lontani e isolati.

La mancanza del quotidiano che non permette ad un bambino nemmeno la possibilità di poter andare a scuola, di poter studiare, di poter sognare un futuro più dignitoso.
Quanti incontri, sensazioni, immense emozioni; quanto noi occidentali non capiamo dalle nostre case di questo mondo, com’è difficile far capire cosa succede in queste foreste, in mezzo a quelle rosse colline boschive, ricche di vita, di storie, di amore, di quotidiana lotta.
Anche in queste vite, sofferenti, quanta dignità, quanto calore umano e sempre un piccolo sorriso, una vera preghiera da offrirti ad un tuo piccolo sostegno, ad una tua breve visita. La loro semplice e calorosa ospitalità, una tazza di té, una dolce, un frutto, la loro vita.
Angel-

È stata un’esperienza fortificante, umanamente ricca, spiritualmente ricca, ricca di vita, ma di vita vera.

Ora mi ritrovo nella nebbia, nel freddo, solo con la mia valigia, e mi accorgo che tutto ciò già mi manca !

Giuseppe Dei Rossi

Benefattore