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Un aiuto moltiplicato per quattro PDF Stampa E-mail

preview_beppeQuando ritornai per la terza volta in Kerala, tra le tante famiglie che andammo a trovare, un bel giorno nell'orfanatrofio di -------- ne incontrammo una molto particolare. Tra i tanti bambini di quell'istituto non era facile vedere questa famiglia, ma un bel momento mi apparvero quattro sorelle praticamente tutte vestite uguali, ognuna di diversa età ma tutte con un unico tipo di abbigliamento ottenuto sicuramente da un'unica pezza di tessuto. Trovai simpatica questa curiosa visione di queste sorelle, una grandicella, una signorina, una di media età ed infine una piccolina; facevano proprio in bel quadretto famigliare.

Tra tutte loro mi colpì immediatamente la ragazza media, aveva un evidente problema all'occhio sinistro, quanto mi rattristò vedere un simile problema in una così graziosa bambina, quindi la prima simpatia andò immediatamente a lei. Ben presto venni a conoscenza del motivo della loro presenza in quel giorno e in quel posto; come tante altre famiglie povere volevano incontrare fratel Matteo per chiedere un aiuto. Mi fece un certo effetto vederle tutte e quattro assieme alla loro mamma e al loro papà, ma proprio in quella veduta si vedeva chiaramente la loro povera realtà. Ancora una volta negli adulti traspariva quel sentimento della dignità del povero, si capiva che avevano bisogno di aiuto ma allo stesso tempo la loro sincera dignità umana voleva nascondere quel loro disagio ai nostri occhi. Cosa dirgli ? Come consolarli ? Quando ti trovi davanti a tali persone penso che l'unica cosa da fare sia dimostrare a loro solo una grande sentimento di amore, non pietà o compassione ma amore per il prossimo.

Ben presto mi ritrovai circondato da queste sorelle, quanta simpatia e quanta allegria nei loro occhi:

< Uncle hai qualche regalo per me ? Uncle hai ancora altre penne ? Uncle parlami di te ! >

Regalai loro qualche pensierino, quel giorno avevo pensato di distribuire un po' di pupazzetti a qualche bambina ma in un attimo di distrazione la più piccolina delle sorelle, non solo si prese il suo bel pensierino ma pensò bene di prendere tutto il resto ! Quando la vidi correre dritta dritta verso la sua mamma con il suo bel bottino in mano, non ebbi il coraggio di rincorrerla, a quale scopo ? Rovinare quel suo piccolo momento di gioia ? Farsi ridare quel suo piccolo tesoretto conquistato ? No, pazienza, in fondo era proprio quello lo scopo di quei pupazzetti, reg alarli per dare qualche piccolo momento di gioia a qualche povera bambina.

Alla fine di questo momento di reciproca conoscenza la più grande mi disse in inglese che ci saremmo rivisti a casa loro il giorno dopo < a casa loro il giorno dopo ? >

E con quale gioia mi diedero tale notizia !

Effettivamente il giorno seguente, dopo aver passato in visita tante altre famiglie bisognose, andammo alla loro casa. Era ormai sera quando giungemmo e immediatamente capii quanto veramente era povera quella famiglia, la loro misera provvisoria abitazione emanava tutto il calore di quella povertà; mai come quella sera non desiderai di essere in un altro posto, mai quella frugale e povera cena venne da me accettata con grande amore. Quanta gioia con quelle persone, con quelle quattro sorelle; una giocava con la mia macchina fotografica, un'altra ballava, la più grande mi chiedeva mille cose in inglese, la più piccola si era posta invece al mio fianco con il suo piatto e il suo bel bicchiere di latte. Fratel Matteo parlava amabilmente con i loro genitori ascoltando i loro problemi. Quanto ricevetti quella sera. Poi la sera trascorse parlando, ballando con le sorelle più piccole, fotografando, pregando e cantando. Quanti abbracci, quanto affetto; quanto erano affamate di tutto quelle quattro sorelle.

< Uncle è vero che ritornerai a trovarmi il prossimo anno ?

Uncle ritorna anche domani !

Il prossimo anno ritorna e portami un regalino ! >

Come tutte le cose belle anche quella sera passò velocemente, ricorderò sempre quell'ultimo saluto, tutte e quattro le sorelle che non volevano lasciarmi andare via, tirandomi per le braccia e per la maglia, e quindi la più piccola sorellina che volle usare per un'ultima volta la mia macchina fotografica.

< Uncle mi regali la macchina fotografica ? >

Mai come quella volta volli subito fare qualcosa per quelle povere sorelle. Quella stessa sera, dopo aver salutato tutti io e fratel Matteo decidemmo di dare a loro un piccolo grande aiuto di cuore e come ci chiese la loro mamma di regalargli anche un po' di penne.

Oggi per me basterebbe anche solo questo incontro per voler tornare in Kerala, ma le persone incontrate e le sensazioni vissute in quei giorni mi hanno fatto capire che non potrò tornare solo per dare amore ad una sola povera anima ma per tutte quelle che ci hanno dato il loro amore, e non sono state poche.

Giuseppe Dei Rossi
Benefattore di due bambine