Mio omaggio a Madre e Fratello Stampa

Beata Madre Teresa e Fratel Matteo Monfortano.

Madre__TeresaCari amici benefattori, oggi, 5 settembre, voglio parlare di due eventi molto importanti per tutti noi. La ricorrenza della chiamata a Dio della nostra patrona, la Beata Madre Teresa di Calcutta e del compimento del trentatreesimo anno di missione in Italia del nostro fratello Mathew Kavumkal ( Fratel Matteo).

Un omaggio a due straordinarie anime consacrate a Dio, che, attraverso la loro missione hanno contribuito e continuano tutt’oggi a dare il loro amore verso i più poveri, nel segno di Dio. Due anime che sono semplicemente un segno dell’amore del Padre verso tutti noi.

Era la fine dello scorso anno quando chiesi a fratel Matteo di poter realizzare un mio particolare desiderio che avevo nell’animo, poter fare un pellegrinaggio alla tomba della Beata Madre Teresa di Calcutta. Camminare sulle stesse vie di Madre Teresa, percorrere gli stessi sentieri dei poveri di Madre Teresa. Pregare nei stessi luoghi di Madre Teresa. Pregare con le Suore Missionarie della Carità.

Quale miglior scelta se non essere accompagnati da colui che ha vissuto la stessa vita di Madre Teresa. Colui che ha vissuto la proprio missione come Madre Teresa, colui che ha donato la sua stessa vita per i poveri, e come la piccola missionaria, ha accettato il personale piano che Dio ha creato per lui.

Si parlo di Fratel Matteo Kavumkal. Parlare con lui, seguire lui, ascoltare i suoi pensieri, la sua guida, è come essere con Madre Teresa. Parlare con fratel Matteo è praticamente come parlare alla piccola missionaria della Carità. Sentir parlare fratel Matteo è come sentire i pensieri della Beata di Calcutta.

Se Madre Teresa ha speso la sua vita per i più poveri dei poveri, fratel Matteo  spende la sua vita per dare istruzione e futuro ai più poveri, e come ama dire, spende la propria vita come “Una candela accesa che arde e che si consuma per risplendere e dare luce agli altri, luce all’intelletto con l’istruzione ad una moltitudine di bambini di ogni età”.

Eppure, sia pur differenti nelle loro scelte di vita, sono sicuramente frutti dello stesso albero, l’amore per il prossimo, o come diceva la beata “quel qualcosa di bello per Dio” Proprio quel qualcosa di bello per Dio ha unito con una sincera e sacra amicizia queste due preziose anime. Amici, compagni spirituali, uniti da un’unica cosa, la Fede in Dio.

Nati ambedue da famiglie religiose e propense all’aiuto verso il prossimo, furono chiamati a intraprendere un misterioso, quanto mai incredibile cammino verso Cristo. Accettarono il disegno di Dio su di loro. Lei attraverso la congregazione delle  Suore di Loreto, lui nei fratelli  della Congregazione Monfortana di San Gabriele. Ma tutti e due erano destinati a mete più elevate. La loro Fede, il loro Si, il loro Credo,  li portò ad annientarsi nell’amore di Dio attraverso l’amore al prossimo più povero.

Spogliarsi del proprio io per dare la propria anima e il proprio corpo allo scopo di essere una sola cosa col Padre Misericordioso.

Racconta la storia che proprio quando la Beata Teresa fondò le sue case per le anime abbandonate a Vijayawada, una per i bambini e l’altra per gli anziani, e il nostro fratel Matteo fondava la sua famosa, la St Mathew’s Public School, dando quindi la possibilità di istruzione e di un futuro a migliaia di poveri ragazzi indiani; ecco, proprio in quei giorni avvenne l’incontro tra queste due persone ispirate e seguite dalla mano di Dio.

Da un lato, mentre la beata Madre Teresa, missionaria della carità, dava sostegno a molte anime abbandonate, dall’altro, fratel Matteo, Montfortano, dava una forma, un’educazione, un futuro a tanti ragazzi e ragazze.

Ecco due cose, completamente diverse tra loro, ma unite indissolubilmente, dall’Amore per Dio.

L’amore di Dio verso gli ultimi, verso chi non ha voce.

Loro sono diventati la loro voce.

Loro sono diventati il sostegno di chi non ha nulla, di chi vive nelle tenebre, loro sono diventi la loro luce e la loro speranza.

Attraverso loro, le loro opere, Dio ha voluto dare un segno della sua grande Misericordia verso i più piccoli, gli indifesi, gli umili, i poveri.

Da quel lontano incontro le loro strade spesso si incrociarono. Furono incontri di comune  preghiera davanti al Santissimo, incontri di sincera amicizia e stima reciproca, tutto all’insegna di quel  “qualcosa di bello per Dio”.

A tal proposito il nostro fratel Matteo sovente ricorda come Madre Teresa, nei loro incontri, era solita far presente una particolare, preziosa, assoluta,

priorità “Prima preghiamo e poi parliamo”.

DSCN0388-web-tombaPrima di tutto c’è Lui e poi tutto il resto. Ecco come fratel Matteo e Madre Teresa hanno potuto far tanto, al primo posto nelle loro vite hanno sempre messo Lui, proprio come sta scritto oggi sulla tomba della piccola missionaria “All For Jesus” – “Tutto per Gesù” . Il fondatore dei Monfortani  San Luigi Maria Monfort ha scelto come motto: "Dio Solo". Cantava: "Dio solo è la tenerezza, Dio solo è il mio sostegno, Dio solo è tutto il mio bene, vita e ricchezza". Così loro hanno consegnato le loro vite nelle mani sicure del Signore per esserne strumenti del Suo Amore verso noi.

Fratel Matteo, oltre alle sue innumerevoli iniziative sociali e scolastiche, (costruzioni delle scuole e degli istituti per bambini e bambine), iniziò ben presto quella che sarebbe divenuta l’attuale Opera di Amore per Dio, l’Adozione a distanza di molti poveri bambini, mentre la piccola missionaria, continuava nel suo sostegno agli ”ultimi degli ultimi”. Ecco come Dio ha riversato innumerevoli grazie su loro, per poter realizzare il Suo Amorevole disegno d’Amore.

Fratel Matteo e Madre Teresa, sia pur lontani fisicamente, erano inevitabilmente uniti per sempre nell’Amore verso Dio. Con gli anni, sia pur impegnati nei loro rispettivi mondi, ebbero sempre occasione di incontrarsi, sia attraverso quelle volte che fratel Matteo portava qualche benefattore all’incontro con la missionaria a Calcutta, sia attraverso visite personali come è giusto fare tra due veri amici in Dio.

Fu proprio in quelle innumerevoli visite personali, sia attraverso l’adorazione  davanti al Santissimo Sacramento dell’Altare, che svolgevano assieme anche alle altre suore nella Chiesetta della Casa Generalizia delle Suore  della Carità,  e poi attraverso colloqui personali, fatti di reciproci consigli, che anche quell’amicizia, si fortificò sempre di più, divenendo veramente ancora un qualcosa di bello per Dio.

Fratel Matteo, nell’istruzione ai poveri e Suor Teresa nell’aiuto ai poveri divennero quindi  simbolo di Carità verso il prossimo. Il Signore aveva messo nei loro cuori un seme di vero amore. Un seme il cui albero ben presto fece germogliare dei meravigliosi  frutti.

Anche quando giunse il momento della chiamata della “piccola matita di Dio”, il filo che univa le vite di queste due sacre anime tra loro, non si dissolse nel nulla. Anzi fratel Matteo elevò la sua spirituale amica a patrona delle Adozioni a Distanza e tutt’oggi continua inarrestabile nella sua missione per l’educazione scolastica dei più poveri. Quindi, coloro che sono diventati professori, infermieri/e, sacerdoti, suore, ingegneri e molte altre categorie di persone, con l’aiuto delle Adozioni a distanza, stanno seminando i semi del progresso e continuano l’Opera di Fratel Matteo in varie parti del mondo.

Oltre al continuo sostegno ai poveri bambini, il fratello Montfortano, per molto tempo si donò anche ai propri benefattori portandoli, più di qualche volta, in pellegrinaggio alla tomba della sua cara beata amica.

E una di queste persone che ultimamente ha avuto il dono di essere portato in pellegrinaggio alla tomba della piccola Beata con fratel Matteo e di poter pregare assieme alle missionarie della carità davanti al Santissimo Sacramento dell’Altare nella Chiesetta della Casa Generalizia delle Suore della Carità, proprio come facevano il piccolo fratello Montfortano  e la piccola Suora Missionaria nelle tante volte che si incontravano…sono proprio io.

Nei miei viaggi con fratel Matteo in Andra Pradesh e in Kerala ho avuto il modo di toccare con mano il disegno di Dio per loro. Con lui ho camminato attraverso le sue Opere e quelle di Madre Teresa. Andare negli istituti fondati dalla piccola suora missionaria, attraverso l’aiuto ai poveri bambini disabili abbandonati, attraverso il sostegno ai poveri moribondi, ho potuto ancora sentire presente lo spirito d’amore verso il prossimo che animava quella piccola grande anima.

Incontrare i poveri bambini, le povere famiglie sostenute dall’Opera delle Adozioni, è stato incontrare la fiamma della speranza, la speranza di una vita. La speranza che in tutti questi anni fratel Matteo instancabilmente continua a portare a molte povere anime attraverso l’Amore di Dio per gli ultimi.

Seguendo quindi le orme di questi incredibili missionari, sono finalmente giunto alla realizzazione di un mio sogno, la preghiera assieme a fratel Matteo e alle missionarie della Carità a Calcutta davanti al Santissimo Sacramento, dopo aver omaggiato la Beata Madre Teresa con una preghiera sulla sua ultima dimora, dove tutt’oggi riposa.

Il massimo, In quel giorno, pregare,  è stato come vivere in una semplice elevata dimensione di spiritualità, proprio com’era Madre Teresa e com’è fratel Matteo.

Oggi, dopo vari anni, le adozioni a distanza, tanto incoraggiate e amate dalla Beata continuano proprio come continua la missione delle Suore della Carità nel mondo.

Noi benefattori dobbiamo sentirsi incoraggiati, spronati, da una tale esempio di carità dataci da Madre Teresa e fratel Matteo. Uniti  nella loro spiritualità dobbiamo continuare in nostro impegno apostolico verso chi non ha voce. Anche noi possiamo, anzi, abbiamo il dovere di essere luce e speranza per il prossimo, attraverso l’amore che Dio ci ha donato.


Dobbiamo quindi sentirci fortunati e riconoscenti al Signore per aver ricevuto una tale grazia, l’aver conosciuto, incontrato, due anime così speciali, in grazia divina come fratel Matteo Kavumkal e la beata Madre Teresa di Calcutta.

Giuseppe Dei Rossi

Venezia

5 settembre 2012