Abbandonarci a LUI senza avere paura Stampa

Siamo Mirco e Barbara.
famiglia-Simionato_WEBCi siamo sposati tredici anni fa con il desiderio di fidarci del Signore, infatti il Vangelo che avevamo scelto il giorno del nostro matrimonio era quello che parlava di guardare gli uccelli del cielo che non si affaticano per le cose della vita, a cui il Padre provvede.

In questi anni abbiamo visto quanto Lui sia stato fedele a questa parola con le nostre vite e di come ci abbia educato ad abbandonarci a Lui senza avere paura, così giorno per giorno, nelle scelte che dovevamo fare, ci interrogavamo su quale poteva essere la volontà di Dio davanti ai fatti che ci capitavano e questo ci ha portato a fare delle scelte importanti, come ad esempio per mia moglie Barbara di lasciare il lavoro dopo la nascita del nostro secondo figlio per dedicarsi alla famiglia.

È stata una scelta importante per noi anche perché voleva dire vivere con una busta paga soltanto ed io ero e sono un semplice impiegato, ma questa scelta ci ha anche permesso di incontrare la grande provvidenza di Dio, infatti subito dopo ho ricevuto una nuova proposta di lavoro facendomi guadagnare quei soldi che non poteva portare a casa mia moglie.

In questi anni non ci è mai mancato nulla e vedevamo anche crescere la nostra fiducia verso un Dio che sentiamo sempre meno lontano.
Poi è arrivato il terzo figlio maschio ma il nostro desiderio era quello di avere una bambina; finalmente mia moglie è rimasta incinta, ma al terzo mese il cuore del bambino si è fermato e abbiamo vissuto questo fatto con sofferenza, ma anche appoggiati al Signore che sentivamo vicino. Poi sembrava che un altro figlio non arrivasse più. Premetto che non abbiamo mai fatto uso di nessun tipo di anticoncezionale. Dopo tre anni è nata Miryam. La nostra gioia è stata grande che il Signore ci avesse fatto dono di una bimba. E' stato per noi un altro segno di come Dio esaudisca i desideri del cuore, non abbandona e dia anche la forza per portare avanti ogni difficoltà e peso.

Ci siamo sentiti talmente benedetti da Dio che è nato il desiderio di condividere questa nostra gioia con chi sappiamo che ha meno possibilità, così abbiamo pensato di adottare un bambino a distanza per poter condividere con altri tutto il bene che Dio ci ha fatto e anche perché era una buona occasione per aiutare i nostri figli a non chiudersi nel proprio egoismo, che tutto viene da Dio e di donare anche noi agli altri come Lui ci insegna, solo così può nascere una catena d'amore.

Così un bel giorno con la scusa che dovevamo ritirare come premio una bicicletta al Ca' Florens, il Signore ci ha fatto incontrare Fratel Matteo che stava distribuendo dei volantini proprio per le adozioni a distanza in India, ci siamo guardati, io e mia moglie, e immediatamente abbiamo capito che il Signore ci aveva condotti là, non per ritirare un premio ma per adottare una stupenda bambina indiana, infatti, dopo, volevamo andare a casa perché la bicicletta non ci interessava più.

Siamo tornati a casa con il cuore pieno di gioia e con una bambina nuova nella nostra famiglia. I nostri figli erano così contenti di avere un'altra sorella che l'hanno subito raccontato ai nonni e ai loro amici.

Noi speriamo che questo gesto aiuti i nostri figli ad essere aperti alla vita, non solo alla propria ma anche a quella degli altri, perché è dando la vita che si riceve vita, ed è quello che noi abbiamo sperimentato.

Mirco Simionato e Barbara
Piombino Dese PD
28 Agosto 2005