Non ci siamo Stampa
Quando ci trovavamo in Kerala e precisamente nella lontana e isolata Mother Theresa Public School, dopo essere stati accolti e festeggiati da tutti gli alunni, dagli giuseppe_schoolinsegnanti e dai genitori dei bambini, fratel Matteo mi presentò una signora assieme a sua figlia.

“Vedi questa donna che offre i calendari per le missioni, ebbene sua figlia è stata abbandonata dal suo benefattore italiano”.

Ci rimasi male, era la prima volta che incontravo una ragazza assistita il cui benefattore aveva rinunciato al sostegno.
Ci rimasi male, considerando che anch’io sono benefattore e loro ne erano a conoscenza.
Quella donna mi guardò con aria sconsolata e sua figlia con l’espressione di chi si era momentaneamente illusa di chissà quale cambio di vita ma il cui sogno era improvvisamente svanito.
Di fronte a loro rimasi, come non mai, spiazzato.
Non sapevo cosa dire.
Da benefattore mi sentivo quasi in colpa per quel loro benefattore che per evidenti motivi personali non aveva continuato l’aiuto promesso.
Ad un certo momento la donna, sapendo che già aiutavo due bambine, semplicemente mi disse: “you, please help me” !

Ah ! Bella richiesta.
Sorrisi amaramente, in cuor mio una tale richiesta mi attanagliava: “ne aiuto già due bambine”. Ecco la mia risposta.
Cercai la risposta meno dolorosa, ma ne uscì solo una misera battuta: “ne ho già due”.
Dio solo sa se in quel momento avrei voluto dirgli: ”va bene ti aiuto io, non preoccuparti più”.
Forse per lei era una richiesta normale, vedendo che ero un benefattore che non solo continuavo ad aiutare ma che addirittura era presente in quel lontano posto per dare un po’ di speranza a tanti altri bambini.
Ripensavo a loro, a quella ragazza che continuava a sorridermi.
Chissà forse si domandavano come mai il loro benefattore non poteva fare anche lui come me invece di abbandonare l’aiuto.
O forse si chiedevano perché, mentre io ne aiuto due,  il loro benefattore ne aveva una sola e nemmeno ha continuato ad aiutarla.
Non avevo parole per loro.
Stranamente non riuscivo a consolarle. “è successo, è andata così, mi dispiace per voi”
In quel momento avrei voluto avere il loro benefattore con me e fargli incontrare quella ragazza e sua madre. Avrei voluto potergli dire: < ora spiega direttamente a loro perché non li aiuti > < parla con loro, guardali negli occhi e renditi conto di ciò che stai facendo, guarda dove vivono e come vivono tante di queste famiglie >

Lo so, il mio era solo un sogno ad occhi aperti.
Per loro la bella avventura si era già conclusa. Accettai un calendario da quella madre e gli diedi un offerta. Sapevo che era niente in confronto all’aiuto di un benefattore.
Mi sentivo così disarmato. Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa anche per loro. Ma sapevo che la realtà nella mia società era molto difficile. Sapevo che anche se avessi raccontato di loro, pochi sarebbero accorsi in suo aiuto. Sapevo di vivere in una società difficile.
Una società dove, spesse volte, quando ci manca un po’ del nostro rassicurante benessere, ci troviamo immersi in una crisi profonda.
Come faremo ? Cosa succederà ?

Ma in realtà, in tanti casi, non ci rendiamo conto di ciò che veramente abbiamo bisogno. Tante volte siamo bravi a  trasformare delle inutilità in veri e proprio valori esistenziali. Ma quando un giorno, per chissà quali motivi, queste particolari necessità ci vengono meno, allora ci sentiamo perduti e pensiamo di essere in grandi difficoltà e pensiamo di essere noi gli ultimi.
Ma allora in base a questa scala di valori cosa dovrebbero dire queste povere famiglie i cui veri valori non sono cose inutili ma vitali.  E quando anche quei loro umani valori gli vengono negati cosa dovrebbero dire ?

Li salutai sapendo che personalmente potevo fare poco per loro. Un leggera malinconia velò quella bella mattina di un caldo e afoso ottobre. Ancora una volta mi ero trovato al cospetto di una realtà ben lontana dal mio mondo.
Ancora una volta mi ero incontrato con persone che speravano, persone che chiedevano dignitosamente un piccolo aiuto.
Ancora una volta non capivo tanto egoismo verso i più bisognosi, eppure a tante persone nulla manca per poter vivere dignitosamente.
Eppure …niente non ci siamo.!

Giuseppe Dei Rossi
Benefattore.