Amici lontani Stampa
Ancora Kerala, ancora le foreste del Kerala, ancora povertà, ancora gioia dell'incontro, ancora con Fratel Matteo.
Questa volta la gioia dell'incontro mi riguarda proprio da vicino. Siamo andati a trovare anche le mie quattro assistite, Angel, Benitta, Sneha e l'altra Sneha.
Situazione incredibile, poter incontrarle tutte e quattro in un periodo breve di pochi giorni.
Un sogno per qualsiasi benefattore.
Un'emozione grandissima.
La gioia dell'incontro con le mie assistite passava attraverso altri incontri con tanti altri poveri bambini/e, ragazzi/e.
Incontrare tanti, troppi, ragazzi che vivono fuori dal mondo.
Fuori da ogni contesto urbano, lontani dalle grandi città e dalle comodità quotidiane.
Mi sono ben presto reso conto di come queste famiglie vivano lontano da un semplice contesto di vita, diciamo, normale.
Il lavoro non esiste per i poveri non istruiti.
I padri di molte famiglie, data la loro mancanza di istruzione, sono costretti a cercare qualche misera occupazione, tante volte, pagata poche rupie.
Star fuori giornate intere per poi ritornare alle misere case, con poche rupie, per poter comperare cosa ?
Il minimo indispensabile per non lasciare in completa miseria la propria famiglia.
Ed è proprio questa miseria che costringe le persone ad abitare in zone molto lontane dai grandi centri.
Zone impervie e selvagge dove il costo della terra è misero.
Perché misera è la vita per chi andrà ad vivere in quella zona.
Zone difficili da raggiungere anche con la jeep o altri mezzi.
Fuori da tutto e lontano da tutti.
Così, si scopre che i ragazzi vanno a scuola, camminando ore e ore attraverso sterminate foreste.
Si scopre che, con la pioggia torrenziale o con il caldo torrido, la vita quotidiana non cambia, tutto deve continuare con grande fatica. E così, si scopre che anche spedire una banale, semplice, lettera al proprio benefattore, diventa anche quello un problema.
Dove portare la lettera da spedire ?
Quanta strada da fare per arrivare nel luogo da dove poter spedire una lettera ?
L'unico dettaglio della loro vita, riguarda la loro salute.
Sia mai, che un giorno, per motivi vari, il padre si ammala o muore.
Sia mai che un giorno si ammala qualche componente della famiglia.
Allora quel mondo diventa un macigno, la vita quotidiana diventa un peso, spesse volte, insopportabile.
Dottore ? Soldi ? Dove andare ?
Di situazione come queste, purtroppo ne ho incontrate tante durante il viaggio.
Ma, devo dire che ho incontrato anche belle storie.
Una di queste riguarda l'incontro con Vibin.
Vibin è uno dei molti ragazzi costretti, dall'egoismo altrui e dalla conseguente miseria, a vivere in maniera umile e povera.
Una vita dove i poveri non possono avere voce.
Un'esistenza dove, spesse volte, nessuno può reclamare il proprio diritto di vivere una vita dignitosa.
Ragazzi, che, senza l'aiuto di qualche benefattore, non potrebbero mai sperare in un migliore cambiamento delle loro vite.
Però Vibin è stato fortunato.
È riuscito, grazie all'amorevole sostegno della sua benefattrice, a completare gli studi e poter, finalmente, avere un suo posto nella società.
Ha potuto, finalmente, avere una vita dignitosa. Avere un futuro, un lavoro, sognare di formarsi una famiglia.
Bello questo incontro, lo ricordo con piacere ancora oggi.
Incontrandolo, ho potuto vedere di persona, il risultato, i frutti, del amore della sua benefattrice, verso questo ragazzo.
Il giorno che io e Fratel Matteo incontrammo Vibin con la sua famiglia, vedemmo la gioia nei loro volti.
La gioia per una vita ritrovata.
La gioia per un futuro.
La gioia per tanto amore ricevuto, attraverso la sua benefattrice.
Casa umile, come tante. Isolata nella foresta, lontana chilometri e chilometri dalla prima cittadina.
Ma che come tante emana la gioia di vivere, una vita nuova.
Incredibile a quante domande dovetti rispondere quel giorno:

< sei Italiano ? Come va in Italia ? >

< Ma sei venuto in visita con Fratel Matteo in questa zona fuori dal mondo proprio dall'Italia? >

< Conosci la mia benefattrice ? >

< Se la vedi, porgigli i nostri saluti >

Che cordialità d'animo in quei momenti.
Ma anche quanta malinconia nel conoscere i suoi problemi.
Il problema del lavoro.
La madre che non sta molto bene.
I fratelli da seguire.
Il padre fuori case tutto il giorno.
Insomma i problemi di tante e tante altre povere famiglie. Ma oggi almeno per Vibin c'è speranza.
Perché è proprio di speranza che tanta gente ha bisogno.
La speranza che ci sono sempre persone come quella benefattrice, che, alla faccia di tanta crisi, egoismo e malumore, ha continuato a donare giorno per giorno.
Cari amici benefattori, devo dire che, in questo viaggio di solidarietà assieme a Fratel Matteo, ho incontrato numerose famiglie povere e numerosi bambini/e, ragazzi/e che, tutt'oggi, chiedono un sostegno.
Semplicemente tanti altri numerosi Vibin.
Questo è stata un'esperienza dove ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere la gioia dei poveri .
Sperimentare la gioia di darsi agli altri.
Un'esperienza ricca di incontri di vero amore al prossimo.
Io, nel mio piccolo, aiuto quattro ragazze, quattro piccole luci di speranza, ma Dio solo sa, quante altre ne vorrei aiutare.
Purtroppo, ci sono tanti altri Vibin, sconosciuti agli occhi di molti, che ancora sperano in qualche benefattore.
Ma, tra crisi vere e false, molti non vogliono impegnarsi in questo piccolo grande gesto d'amore.
Sarebbe bello se ci fossero sempre persone come quella benefattrice. Persone che mantengono una promessa perché credono in quello che fanno.
Posso garantire che il bisogno è veramente grande.
Ho visto realtà che molte persone in Italia non si sognerebbero nemmeno di vivere, eppure esistono.
Si proprio nell'India, potenza mondiale e super moderna.
Il famoso, lato oscuro della luna, esiste anche in questa India.
Proprio in questi posti, dove spesse volte, vige l'oscurità della miseria, ognuno può accendere un piccolo lume di speranza.
Incontrando Vibin e tanti altri ragazzi assistiti, ho veramente pensato che, finché ci sono benefattori di grande cuore, non tutto il nostro impegno, le nostre speranze, le nostre fatiche, saranno vane o perdute in questa società d'oggi.
Mi auguro di tutto cuore, che ogni benefattore continui ad aiutare altri bambini/e.
Nel frattempo, posso dire che è stato bello poter vedere tanta luce di speranza in questa nostra buia e tenebrosa società.
Grazie benefattori.
Grazie per tutto quello che donate ai tanti Vibin.
Sono sicuro che nulla andrò perduto e nulla sarò dimenticato.

Giuseppe Dei Rossi
Benefattore veneziano