Quel piccolo sogno Stampa

Sostegno a distanza

110.-pellegrino-solidale-WEBOgnuno nella propria vita ha dei sogni da voler realizzare, ed anche i poveri non fanno eccezione.

Ma, se i sogni dei benestanti, di chi non ha problemi, insomma, di chi sta bene, sono, spesse volte, sogni di mete ambite, di esperienze estreme  o di chissà quali altre fantasie, per  poveri i sogni riguardano, sempre, le cose più semplici.

Addirittura, queste cose, per noi, sono ormai diventate banalità.

A tal proposito, ricordo che in uno dei viaggi con Fratel Matteo, un bel giorno giungemmo alla scuola delle infermiere gestita dalle suore.

Ottimo posto.

Ottimo lavoro.

Ma il mio interesse si concentrò sull’abitato vicino alla scuola, un istituto di anziane abbandonate e di ragazze povere.

Come al solito, nella povertà si trova la vera gioia.

Infatti, tanta fu la gioia quando incontrai quelle ragazze povere.

La prima volta che le incontrai rimasi colpito dalla loro semplicità , ma anche dal fatto che, per una volta, non avevo quasi nulla da offrire a quelle povere anime.

Solo qualche penna.

Incredibile, loro ti offrono la loro gioia e tu ricambi con una penna.

Quel giorno rimasi deluso di me stesso.

Ma, guarda il caso, propria quella penna fu la gioia di quelle ragazze. Mai avevo visto così tanto stupore negli occhi di una ragazza per una penna ricevuta in regalo.

Dopo le simpatiche e adorabili fotografie fatte assieme, venne il momento del saluto finale, come al solito il momento più triste.

Ma per quella volta non fu così, sapevo con certezza che sarei ritornato da quelle ragazze nel successivo viaggio.

Quindi la malinconia si trasformò ben presto in una nuova attesa per un’altra grande gioia.

Sapevo di rivederle, di rincontrarle e la prossima volta non sarei arrivato a mani vuote.

Prontamente, nel  successivo viaggio con Fratel Matteo, arrivò anche il giorno del nuovo incontro con quelle povere ragazze.

Come la volta precedente, dopo la vista alla scuola delle infermiere,  giungemmo alla casa delle ragazze. Nei loro occhi ci fu immediatamente sorpresa e stupore, per loro era incredibile che fossimo ritornati a trovarle.

Fu subito gioia quando gli mostrai, anzi, gli regalai le foto del nostro incontro precedente.

Quanti sorrisi nel rivedersi in quelle foto.

Se, la prima volta, le penne erano poche, ora ogni mano di ogni singola ragazza, abbondava di svariate lapis colorate.

Accadde proprio in quel momento di gioia che quelle povere ragazze trovarono il coraggio di chiedere se sarebbe stato possibile realizza un loro piccolo sogno.

Essendo povere dalla nascita, non erano mai state in grado di poter fare un piccolo viaggio lontano da quella piccola cittadina.

A causa delle loro misere finanze, delle loro misere vite, non avevano mai visto qualcos’altro, oltre quella loro povera zona. Mai, nella loro vita, avevano fatto un gita fuoriporta.

Che desiderio semplice.

Da non credere, parlavano con me, che avevo girato l’Europa, scalato le grandi montagne, visti i più grandi concerti, i più grandi musei …..e loro ?

Loro non erano mai uscite dal quel loro mondo fatto di povertà.

Ancora una volta venivo messo con le spalle al muro dalla mia coscienza.

< e adesso Giuseppe gli dirai di no a questa ragazze ? >

< dirai no al loro piccolo sogno ? >

Fratel Matteo aveva già capito tutto.

Giuseppe non era li per caso o per turismo.

Fratel Matteo sapeva che non avrei detto no, e infatti, immediatamente accettai di poter realizzare quel loro piccolo sogno.

Avrebbero fatto quel viaggio.

Ancora una volta gioia e stupore avvolsero gli sguardi di quelle umili e semplice ragazze povere.

Si, ora potevano sognare.

Ma, per loro, il piccolo sogno sarebbe stato completo se anche noi fossimo andati con loro.

Ah ! Quale stretta al cuore ricevetti.

Quanto avrei voluto andare con loro, gioire con loro, ma sapevo che non era possibile.

Avevamo il programma da rispettare.

Tante altre persone, giustamente, aspettavano con trepidazione e gioia l’arrivo di Fratel Matteo.

Peccato, fu proprio un gran peccato.

Sarebbe stato bello essere partecipi nella realizzazione di quel loro piccolo sogno.

Mi sarebbe piaciuto assaporare la loro gioia.

Pazienza.

Fu un sacrificio non poter andare con loro, ma fu anche un gioia poter farle contente.

La gioia di dare.

Anche allora, come ogni giorno, il sole tramontò all’orizzonte e con lui anche noi uscimmo da quel mondo semplice, umile, ma così ricco d’amore.

Dopo i saluti, ritornammo al nostro programma di incontri, e al bagaglio dei ricordi si aggiunsero anche i volti di quelle ragazze contente per il loro piccolo sogno ormai diventato realtà.

Dei Rossi Giuseppe

Benefattore