Adozioni a distanza in India

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JOICY E LA SORELLA:
UN'ADOZIONE A DISTANZA


Girasoli

Non mi è facile dire perchè anni fa mi sono decisa a "stipulare un contratto" di adozione a distanza di una piccola indiana, che non è più tale. Lo faccio perchè ho ricevuto un invito da Fratel Matteo. Parlarne, infatti, è rivelare a un pubblico un po' sconosciuto qualcosa di profondo che generalmente si ama custodire nel segreto della propria coscienza.

L'itinerario che mi ha portato a questa decisione, è stato "logico" perchè il desiderio di aiutare e soccorrere una creatura umana in condizioni disagiate, che vive la fase evolutiva della vita, l'ho avvertito sempre come un'istanza interiore persuasiva, quasi ineludibile, cui si aggiungono ragioni personali che tengo per me.

Ho privilegiato l'adozione a distanza per non sottrarre Joicy (nome della bambina) all'ambiente dove è nata e vive tutt'ora al fine di non provocarle "strappi" psicologici suscettibili di creare disagi esistenziali. Ho pensato poi ad una bambina (o ragazza) riflettendo sullo spettacolo doloroso delle tante giovani che affollano la notte tante strade che noi tutti conosciamo provenienti da Paesi in via di sviluppo.

Educare e istruire è un aiuto per la vita e contro "la prassi di morte del cuore" e anche peggio, appena ricordata.

Furono due amiche, M. e L., che già avevano conosciuto Fratel Matteo, impegnato in quest'opera di misericordia spirituale e corporale a parlarmene e a suggerirmi di incontrarlo per concretizzare il mio desiderio. Così con loro partecipai nel mese di giugno del '98 a una festa di conclusione dell'attività annuale. Da lì l'impegno a sostenere Joicy. Saputolo, anche mia sorella ha voluto affiancarmi in questo, adottando, a distanza pure lei, la sorella della mia assistita.

ora, con la ragazza ormai cresciuta, mantengo un dialogo epistol are, mediante il quale sono informata dei fatti salienti della sua vita e degli studi che proseguono regolarmente. Desidererei andarla a trovare, ma l'India non è a due passi e qui ho dei doveri di assistenza familiare attualmente non derogabili. In futuro si vedrà, non si sa mai. Questo il mio percorso.

Mi piace ricordare anche alcuni momenti particolari di questo dialogo epistolare, che si ripetono. Di anno in anno, attraverso le foto che mi vengono recapitate, la vedo crescere fisicamente e, leggendo quanto mi scrive, fiduciosamente, mi viene da pensare che in lei si compie anche una maturazione umana e spirituale di cui sono felice. Infine, avverto, che Joicy mi aiuta e mi è vicina quando mi assicura che prega per me e per i miei cari. Nel mio cuore, allora, sono io a ringraziarla.

Santina,

Casier
31/08/05