Domani andremo a Eluru!

I bambini di Eluru
Quando mi dissero,< domani, andremo con Padre Emmanuel a Eluru >,come al solito non capii.
Come sempre, tutto era una continua sorpresa per me, figuriamoci quando mi nominarono questo Eluru. Conoscendo le distanze tra villaggio e villaggio, sperai almeno di arrivare prima del calar del sole in maniera tale di poter fare qualche bella foto.
Effettivamente, dopo varie ore, arrivammo in questo paesetto, ma quando giunsi in quella parrocchia, grande fu la mia sorpresa di fronte alla favolosa accoglienza riservatami da quella piccola comunitร  indiana.
Un bellissimo corridoio, formato da bambini e bambine, da ragazzi e ragazze, ci accolse con un lancio di petali di fiore e quindi con bellissime collane floreali, questโ€™ultime ci vennero poste sul collo da delle bambine.


Mai, avevo ricevuto una simile accoglienza in Italia.
Ma dovโ€™ero arrivato ?
Dopo le prime foto di rito, le foto di gruppo, la distribuzione di caramelle e lโ€™ufficiale accoglienza in canonica, ben presto compresi come, soprattutto le bimbe, stavano solamente aspettando che andassi con loro in giro per il villaggio.
Penso che nemmeno Elvis Presley, quando giunse alle Awaii, ricevette cosรฌ tanto calore umano.
Lโ€™emozione fu tale che mi sembrava di essere stato catapultato in un bel sogno, quelli da cui non ti vorresti mai svegliare.
Di strada in strada, venni accompagnato da una schiera di bambine. Queste, dovetti tenerle per mano, contemporaneamente tutte assieme, una parte alla mia destra e una parte alla mia sinistra !
Impossibilitato quindi a fare foto, diedi al pretino della parrocchia il compito di documentare tale amorevole ospitalitร .
Praticamente, passo dopo passo venivo trasportato da queste bimbe cosรฌ colorate e gioiose, sembravano tanti angioletti che volevano stare con me.
Lungo la via principale del villaggio, altre famiglie addirittura mi portavano i loro bambini per un saluto. Altre persone, uscivano dalle loro povere case per vedere lโ€™ospite, altri bambini si univano alla festa.
Ma chi ero io ? O meglio, chi ero io per loro per ricevere una cosรฌ affettuosa, calorosa accoglienza ?
Dovevo proprio arrivare a Eluru per ricevere tanto ?
La gioia, proseguiva, passo dopo passo, famiglie, ragazzi, anziani, incontravo ogni tipo di persona e sempre assieme a questa personalissima e festosa โ€œscortaโ€.
Il tempo trascorse con loro, con quella gioia cosรฌ pura che solo i bambini sanno darti.
Logicamente, non potevo e non volevo sottrarmi dal condividere tale gioia, quindi, gioia fu per tutti.
Voci festose, piene di gioia, sorrisi, abbracci, foto, emozioni, calore umano, semplicitร , tutto contribuรฌ a tale amorevole reale sogno.
A conclusione di quellโ€™incredibile giorno, quando il sole era ormai sceso allโ€™orizzonte ed io ero sopraffatto da unโ€˜immensa tranquilla gioia, una delle bambine, quella che al mio arrivo, mi pose al collo la profumata collana di fiori, guardandomi con i suoi grandi occhi neri, mi disse con sincera spontaneitร 
< Great ! Great ! Great ! >
La sua amichetta replicรฒ immediatamente con un spontaneo
< You are very funny ! >
Entrambe le bambine facevano parte dellโ€™allegra combriccola che gioiosamente mi accompagnรฒ in giro per tutto il villaggio.
Cosa dire ?
Beh, Solitamente, certe frasi, se, dette dai โ€œgrandiโ€, dagli adulti, non sortiscono per me nessun particolare effetto, ma, quel giorno, dette da loro furono veramente per me unโ€™ulteriore preziosissimo regalo.
Sapevo che quelle affermazioni non erano formalitร  o frasi di rito, ma erano parole dette con il cuore puro di una piccola anima.