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I fioretti - Nella sua terra natale PDF Stampa E-mail
Indice
I fioretti
Un pellegrino misterioso
Nella sua terra natale
La Parigi del Re Sole
Missionario per il popolo
Il coraggio di un apostolo
Contemplativo e profeta
Il padre dei poveri
L'amico della croce
Tutto di Gesù mediante Maria
Educatore e maestro
Bagliori di santità
Chi continuerà la sua opera?
Per finire
Tutte le pagine

Nella sua terra natale

Un bambino che prega
Luigi Grignion nacque in Francia a Montfort, una cittadina della Bretagna a pochi chilometri da Rennes, il 31 gennaio 1673. Era il secondogenito di una numerosa famiglia. Sua madre gli insegnò fin da piccolo a pregare ed egli profittò così bene delle lezioni materne, che divenne a sua volta il modello ed il precettore dei suo fratellini e sorelline. Questi però non erano sempre desiderosi di imitare le

lunghe preghiere del fratello maggiore. La sorellina Luisa sembrava ascoltarlo più volentieri, perciò il fratello l' amava di particolare affetto. Insieme radunavano i bambini del vicinato per recitare il rosario. E per impegnarli a recitarlo tutti i giorni, Luigi dava loro ciò che aveva di meglio e di bello. A scuola si faceva notare per una grande diligenza e per l' attenzione alle parole dei suoi maestri.

Consola la mamma
Quando la mamma aveva dei dispiaceri familiari, il piccolo Luigi le si avvicinava e la consolava. Stava anche attento a non far inquietare il padre, tanto facile ad irritarsi: il signor Grignion ebbe a dichiarare, più tardi, che il figlio non gli aveva mai mancato di rispetto. Era ancora bambino e nutriva già un amore grandissimo verso la Madonna. Gioiva al solo parlarne o sentirne parlare. La chiamava con filiale amore "sua cara Madre". In ogni momento la invocava e ne otteneva grazie specialissime. Si sforzava già di compiere tutte le sue azioni in unione con Maria per meglio piacere a Gesù.

L' incontro con Gesù
Luigi Grignion fece la sua prima Comunione con grande fervore. E dinanzi all' altare, secondo l' uso, rinnovò solennemente le promesse battesimali. I cantici bellissimi da lui composti più tardi, ci dicono quali furono i suoi sentimenti quando ricevette il Signore per la prima volta:
Mio buon Gesù, l' anima mia desidera Te, dal profondo del mio cuore sospiro a Te.
Mio buon Gesù, mio caro Amore, notte e giorno, regna nel mio cuore. Così Luigi, da piccolo, praticava già tutte quelle virtù che si notano con piacere nei fanciulli: amore verso Dio, obbedienza ai genitori e ai maestri, buon esempio ai compagni. In ricordo del luogo del suo battesimo si farà chiamare semplicemente Luigi Maria da Montfort.

Alla scuola dei gesuiti
Terminate le scuole elementari nel piccolo paese natale, all' età di dodici anni, i suoi genitori cedettero opportuno di mandarlo a proseguire gli studi a Rennes, il capoluogo della regione. In questa città i Gesuiti, dotti maestri e abili educatori, dirigevano un collegio frequentato da un gran numero di alunni, interni ed esterni. Luigi vi fu ammesso come alunno esterno. Proprio per questo, nonostante la vigilanza degli insegnanti, vivendo lontano dalla famiglia, egli si trovava esposto alle insidie dei cattivi compagni. Pieno di fiducia nella protezione di Maria, che invocava ogni giorno con fervore, il giovane studente divenne ben presto il modello di tutti gli alunni, grazie anche alla guida spirituale di un suo zio sacerdote, che lo ospitò in casa per tutto quel periodo. Andando e tornando dalla scuola, Luigi aveva l' abitudine di visitare un' antica e pia immagine della Madonna, venerata nella chiesa di San Salvatore, pregandola di benedire i suoi studi. A volte vi sostava per quasi un' ora, mentre molti dei suoi compagni si attardavano a giocare per la strada.

Verso i poveri
Tutti in collegio ammiravano la sua carità alla quale era stato educato da un santo sacerdote di nome Bellier. Quest' uomo di Dio, cappellano dell' ospedale generale di Rennes, aveva pensato di mettere a profitto della carità le ore libere di cui disponevano gli studenti. Li radunava in casa sua per formarli alle opere di apostolato e poi li inviava, a gruppi di due o tre, all' ospedale generale o all' ospizio degli incurabili. Essi dovevano rendere ogni sorta di servizi agli ammalati, spiegare loro il catechismo e fare delle buone letture. Luigi era il primo nella pratica di questi doveri. Sua madre, che d' altronde gliene dava l' esempio, fu particolarmente felice un giorno di incontrare all' ospizio una povera donna che le disse: "Lo sa, signora, che è stato suo figlio a farmi ricoverare in questo luogo, facendomi portare su questa sedia?"

Ecco un mio e vostro fratello
Invece di ricercare divertimenti frivoli e pericolosi, egli serviva i poveri ed ebbe, sin d' allora, tanto affetto per loro che durante tutta la sua vita si circondò di poveri e d' infermi, distribuendo loro tutto ciò che riceveva. Tra gli studenti del collegio ve ne era uno tanto povero e mal vestito da essere oggetto di burla da parte dei compagni. Luigi, soffrendo nel vederlo così disprezzato, iniziò una colletta tra i compagni per comprargli un vestito nuovo. Ma no bastando la somma raccolta, condusse il compagno da un negoziante di stoffe. "Ecco un mio e vostro fratello - gli disse -; io ho raccolto tra i compagni quel che ho potuto per rivestirlo convenientemente, se non basta pensate voi alla differenza". Il negoziante, commosso da tanta virtù, fece quanto gli si chiedeva e il povero studente non fu più oggetto delle derisioni dei compagni.

Piccolo artista
La pittura e la scultura erano per Luigi una piacevole ricreazione. Dedicava buona parte delle sue ore libere a disegnare figure e quadretti religiosi; vi riusciva tanto bene che gli fu consigliato di perfezionarsi presso un artista. Egli si presentò nel laboratorio di un pittore di Rennes che, quand' ebbe esaminato le possibilità dell' allievo, credette di vedere in lui un futuro concorrente. Perciò ogni volta che compariva Luigi, il pittore nascondeva le sue tele e smetteva di lavorare. Forse, pagando profusamente, avrebbe potuto sbloccare quella situazione; ma come poteva, quando il pane già costava tanto caro?
Un giorno, un consigliere del parlamento di Rennes, amico di famiglia, avendo visto sul tavolo di lavoro del giovane studente una miniatura rappresentante il bambino Gesù con s. Giovanni Battista, ne rimase ammirato e gliela comprò per un luigi d' oro. L' arte della pittura e della scultura servì più tardi al missionario. Si venera ancora adesso nella sua casa natale a Montfort, una statua a lui attribuita. Il suo bastone da viaggio era sormontato da una statuina della Madonna, che egli stesso aveva scolpito.

Disappunto a carnevale
Amico dello studio e delle utili occupazioni, detestava il perditempo, le feste mondane e le mascherate. Una sera di Carnevale, mentre il pasto terminava allietato da una innocente allegria, entrò nella sala un giovane, mascherato, che si mise a provocare i presenti con scenette, motti ed arguzie. Luigi si alzò subito da tavola, abbandonò la compagnia e mostrò il suo scontento fino a piangerne. La sua purezza aveva orrore dei divertimenti pericolosi. Egli derivava questa estrema delicatezza dalle sue conversazioni con Padre Gilbert, suo professore, uomo di virtù e di talento, che morirà missionario nell' isola di Guadalupe, e soprattutto dalla sua grande devozione a Maria.

Un giovane impegnato
In questo periodo entrò a far parte della Congregazione mariana, frequentata dai migliori alunni del Collegio. Il Montfort si affidò totalmente a Maria pregandola di conservare la sua mente, il suo cuore e il suo corpo sempre puri. Per ottenere questa grazia egli si esercitava nel sacrificio e nella penitenza, poiché sapeva che non si custodisce la virtù in un corpo abituato a tutte le agiatezze e le mollezze. I suoi compagni erano sempre bene scelti, la sua modestia sempre grande, la sua preghiera frequente. Un giorno, avendo trovato nella casa paterna un libro con delle figure poco modeste, lo gettò nel fuoco a rischio di provocare la collera del padre.

Tu sarai sacerdote
Un giorno, mentre pregava davanti all' immagine della Madonna, nella chiesa del Salvatore domandò alla sua "Madre" di illuminarlo sul suo avvenire. La risposta venne chiara e distinta. Egli intese in fondo all' anima la chiamata divina: "Tu sarai sacerdote". L' ordine di Dio trasmesso dalla Vergine era così chiaro, che da quel momento la sua vocazione fu decisa e Luigi risolse senz' altro di seguirla generosamente. Il giovane studente iniziò lo studio della teologia nel collegio stesso di Rennes. Ma Dio, che voleva fare di lui un perfetto discepolo, gli offrì il mezzo di completare la sua formazione nel seminario di s. Sul pizio, a Parigi, nota sede di studi sacerdotali. Una persona molto ricca promise di pagare la sua pensione ed egli si mise in viaggio verso la capitale.