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I fioretti - La Parigi del Re Sole PDF Stampa E-mail
Indice
I fioretti
Un pellegrino misterioso
Nella sua terra natale
La Parigi del Re Sole
Missionario per il popolo
Il coraggio di un apostolo
Contemplativo e profeta
Il padre dei poveri
L'amico della croce
Tutto di Gesù mediante Maria
Educatore e maestro
Bagliori di santità
Chi continuerà la sua opera?
Per finire
Tutte le pagine

La Parigi del Re Sole

In cammino verso Parigi
Al colmo della gioia e con l' animo pieno di fiducia nella Provvidenza e d' amore per la povertà, decise di partire a piedi portando con sé lo stretto necessario. I suoi genitori insistettero per fargli accettare un po' di biancheria, un abito nuovo e la modesta somma di 10 scudi. Per compiacerli accettò. Suo zio e uno dei fratelli lo accompagnarono per un tratto di strada, fino alla periferia di Rennes. Lì, il giovane Grignion abbracciò l' ottimo zio sacerdote, che l' aveva ospitato in casa, diede a suo fratello alcuni buoni consigli, poi si separò da loro. Prendendo in mano il rosario, si avviò allegramente attraverso i dissestati e fangosi sentieri, che allora in Bretagna tenevano luogo di strada.

Più povero di un povero
Fatta un po' di strada, ben presto gli si accostarono dei cenciosi mendicanti ed egli sentì il bisogno di alleggerirsi. Ad uno diede il suo abito nuovo di ricambio, ad un altro fece dono dei dieci scudi; con gli stracci di un terzo cambiò persino l' abito che indossava. Allora, sentendosi veramente povero, si buttò in ginocchio e, rivolto a Dio, come il Poverello d' Assisi, esclamò: "Ora, o Dio, con tutta verità ti posso dire: Padre nostro che sei nei cieli" e fece voto di non possedere mai nulla. Libero di tutto, ricco solo di una grande fiducia nella divina Provvidenza, Luigi Maria proseguì la sua strada, mendicando il pane e l' alloggio, cosa che gli procurò umilianti rifiuti, a causa della sua giovane età e prestanza fisica.

300 kilometri
Giunto a Parigi dopo ben dieci giorni di cammino, durante i quali aveva percorso a piedi più di trecento chilometri, trovò alloggio in un tugurio dove la Provvidenza gli inviò da mangiare, senza che avesse chiesta nulla a nessuno. Passati alcuni giorni, si recò a bussare alla porta della sua benefattrice, la signora di Montigny. Grande fu la delusione di costei nel vedere lo stato pietoso del giovane. Lo fece ospitare in una casa molto povera, dove i seminaristi, sprovvisti di mezzi, potevano compiere lo stesso i loro studi presso la Sorbona, mediante il compenso di una retribuzione minima e la prestazione di servizi alla comunità. Il reverendo de la Barmondière, superiore di questa casa, ricevette con grande gioua il giovane di cui si diceva già tanto bene. Luigi, da parte sua, si diede con ardore allo studio e alla vita spirituale.

Vita dura
Qualche tempo dopo, verso la fine del 1693, una grande carestia colpì Parigi e la benefattrice del Montfort non potè più continuare a pagare quella minima pensione. Luigi restò calmo di fronte a questa nuova prova e continuò a confidare nella Provvidenza. Per non essere a carico del suo superiore, Luigi non esitò a tendere la mano, confuso in mezzo alle folle affamate e davanti alle case di carità dove si faceva la distribuzione di viveri. Accettava umilmente talvolta una moneta, altre volte del vestiario, più spesso un pezzo di pane. Si rivolgeva preferibilmente alle varie comunità religiose. Le offerte arrivavano, ma non tratteneva per sé che lo stretto necessario. Pur essendo privo di tutto, si metteva alla ricerca dei più poveri di lui, per distribuire loro quanto gli aveva ottenuto la sua umiltà.

Amore fraterno
Un giorno non gli rimanevano che trenta soldi; lo accostò una povera donna e gli narrò le sue miserie."Quanto ti occorre?" - le chiese. "Trenta soldi" - rispose la donna, ed egli le cedette il suo ultimo scudo. Un' altra volta aveva ricevuto un abito nuovo, fatto confezionare proprio per lui. Prima ancora di indossarlo lo donò ad un altro seminarista più povero di lui, insieme ad altri capi di vestiario ricevuti in dono. Un' altra volta ancora è sua madre che gli manda un vestito, ma egli lo cede ad un sacerdote bisognoso e prende in cambio quello fuori uso portato dal poveretto.

Il vestito della Provvidenza
A volte la sua fiducia sembrava voler tentare la Provvidenza, ma questa operò prodigi per premiare la sua fede. Volendo procurarsi un vestito piuttosto resistente, egli pregò un suo confratello di andarglielo a comprare e gli consegnò i trenta soldi che gli rimanevano. Costui gli fece osservare che la somma era insufficiente. "Và - gli dice - non ti preoccupare; se ti chiedono di più, regala la somma al primo povero che incontri". Il confratello si recò dal negoziante, il quale vedendosi offrire solo trenta soldi, pensò ad uno scherzo, perciò non gli rispose neppure. Il compratore, allora, uscì e donò la piccola somma al primo povero e tornò a casa. Al suo arrivo trovò il Montfort che gli disse: "Bene, mentre tu facevi la carità, una brava persona mi ha regalato questi dieci franchi: eccoli, con questi ora ti daranno l' abito di cui ho bisogno".

La veglia dei morti
Intanto la carestia continuava e minacciava l' esistenza stessa della piccola comunità. Il signor del a Barmondière ebbe allora l' idea di proporre al alcuni suoi seminaristi un lavoro poco gradito, quello di vegliare i morti della parrocchia di s. Sul pizio. Il Montfort l' accetto volentieri insieme a tre altri suoi compagni, per tre o quattro volte la settimana. Quanto doveva essere penoso per uno studente passare la notte senza dormire, e dinanzi a quale spettacolo! In queste veglie funebri si accrebbero in lui il disprezzo per gli effimeri beni del mondo e il vivo desiderio di servire Dio solo. Una notte vegliava il cadavere di un giovane molto ricco, ferito mortalmente all' uscita da un locale malfamato. Forse fu allora che gli vennero quei versi che più tardi farà cantare alle folle: Alla morte, o peccatore, tutto finirà! Alla morte, il Signore, ti giudicherà!

Cambia casa
La croce con la quale il Signore prova i suoi amici, venne di nuovo a fargli visita. Morì il sacerdote de la Barmondière e la comunità da lui diretta di disciolse. Il Montfort si affidò nuovamente alla Provvidenza e fu ammesso nella comunità del sacerdote Boucher. In questa casa, più povera della prima, egli ebbe modo di praticare di più la penitenza. Attendevano alla cucina gli stessi studenti, a turno; perciò i cibi, come si può immaginare, erano generalmente poco appetitosi. Il pane, ognuno se lo procurava per proprio conto, vino mai. Era proprio quello che ci voleva per irrobustire in Luigi lo spirito di mortificazione. La porzione di cibo che gli veniva servita, in quegli anni di carestia, era così piccola, ch' egli s' alzava da tavola con lo stesso appetito con cui vi si era seduto.

Si ammala gravemente
Ma una vita così intensa di sacrifici non poteva durare a lungo. Infatti Luigi si ammalò gravemente e fu portato all' ospedale dei poveri. Condannato all' impotenza, privo di tutto, su una brandina avuta in prestito, il suo spirito gioiva di trovarsi tra i poveri. Ma il male era grave e si temette addirittura per la sua vita. Egli però, sorridente, affermò che non sarebbe moto e che, anzi, tra pochi giorni sarebbe guarito. La predizione si avverò. Dopo una settimana, con stupore lo videro alzarsi da letto, camminare, leggere e dedicarsi a nuovi progetti di studio e di carità.

Nel seminario di s. Sulpizio
Ristabilito in salute, venne accolto nel reparto più povero del seminario di s. Sulpizio dove, grazie alla munificenza di una pia signora, potè continuare i suoi studi. La fama delle sue virtù cominciava ormai a diffondersi. Perciò quando Luigi Maria Grignion fece il suo ingresso nel seminario di s. Sulpizio, la comunità venne invitata a cantare, per ringraziamento, il "Te Deum". Un fatto davvero inusitato!
In questa casa esemplare, il suo amore verso la Madonna aumentò ogni giorno di più. Parlava di lei con gioia durante la ricreazione, destando l' ammirazione di tanti suoi compagni. Diffuse in mezzo a loro la consacrazione a Gesù per mezzo di Maria. Grande felicità gli procurò l' incarico di ornare l' altare della Cappella della Madonna. I suoi direttori però misero alla prova la sua obbedienza che fu trovata perfetta. La virtù di un uomo si giudica anche da questo segno.

Senza paura controcorrente
Il suo amore per Dio non poteva soffrire i peccati e gli scandali per cui, all' occorrenza, sapeva anche agire. Un giorno incontrò in una pubblica piazza due giovanotti con la spada in pugno, gli occhi di fuoco, pronti a gettarsi l' uno sull' altro. Immediatamente, egli prese il crocifisso e si frappose tra i due, scongiurandoli di pensare a Dio che oltraggiavano e all' anima loro che stavano per perdere. Sbalorditi, i duellanti indietreggiarono, lo ascoltarono turbati, e finalmente si separarono scambiandosi il perdono.

Contro la cattiva stampa
Le vie della capitale erano in quel tempo meno rumorose che nei nostri giorni. La voce dei cantanti girovaghi riusciva ancora a dominare il rumore delle vetture di passaggio; erano ascoltati con molta curiosità e si faceva cerchio intorno a loro. Disgraziatamente il loro repertorio era poco raccomandabile e spesso insulso, oltraggioso e osceno. Per di più essi vendevano le loro canzoni al pubblico, inondandone tutto il quartiere. Montfort fremette alla vista di un tale scandalo. Più di una volta si avvicinò ai cantanti, comprò il blocco le loro raccolte di canzoni e le strappò sotto i loro occhi, rivolgendo ad essi parole di severo rimprovero. La stessa cosa faceva con i venditori di cattivi libri, affermando di essere felice quando poteva impedire o anche solamente ritardare che si commettesse un peccato.

Giovane catechista
Soprattutto ai ragazzi il giovane Luigi amaca comunicare le verità di fede. Ricevette l' incarico di insegnare il catechismo a quelli più scapestrati in uno dei quartieri del sobborgo s. Germano di Parigi. Egli assolse l' impegno con tanto amore che le sue lezioni intenerirono anche i meno docili. Alcuni seminaristi suoi compagni, avendo udito raccontare i successi che riportava, vollero andare ad ascoltarlo per aver modo di ridere un po'. Lo udirono parlare della morte, del giudizio e dell' inferno in maniera così incisiva e convinta che essi stessi ne furono commossi.

Finalmente sacerdote
Finalmente giunse il giorno dell' ordinazione sacerdotale. Il Montfort si stimava così poco degno di tanto onore che voleva ritardarne il momento. Raddoppiò le sue preghiere e la sua preparazione spirituale. Il 5 giugno dell' anno 1700 fu ordinato sacerdote e trascorse l' intera giornata davanti al sacramento dell' Eucaristia. Dopo parecchi altri giorni di preparazione, celebrò la prima Messa all' altare della Madonna, nella chiesa di s. Sulpizio. Poi non pensò più ad altro che alla salvezza delle anime per le quali Dio lo aveva chiamato. Si dedicherà totalmente all' evangelizzazione del popolo, pur dovendo superare tante prove...